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(CR) “Con la precedente crisi economica la distanza tra ricchi e poveri è cresciuta e si è radicata; ora sta succedendo lo stesso: questo non può lasciarci tranquilli”. Così si è espresso il cardinale arcivescovo di Barcellona Joan Josep Omella giovedì nella messa celebrata per la festa della Madonna della Mercede, patrona della città e della provincia ecclesiastica di Barcellona, che comprende anche le diocesi di Terrassa e Sant Feliu. Il cardinale nell’omelia ha lanciato un appello “all’unità” per far fronte a “temi più urgenti”. “Oggi ti domandiamo, Madre di Dio, per questa pandemia che ci isola, ci intristisce e ci fa soffrire” ha pregato l’arcivescovo, ricordando la preghiera di S. Ignazio nell’ultima lettera a S. Francesco Saverio.

Poi ha chiesto anche ai politici che “promuovano la giustizia, la pace e la libertà”, che agiscano tenendo presenti “i più poveri e bisognosi” e “rigettino ogni ideologia escludente”.

“Non mettiamo sulla tavola temi che aprono ferite, che dividono, quando ci sono argomenti più urgenti che reclamano l’attenzione di tutta la società” ha detto Omella, nella settimana in cui ci sono state polemiche per le sue dichiarazioni sulla comunità religiosa della Valle dei Caduti. (Lunedì scorso l’arcivescovo aveva chiesto di mettere da parte il dibattito sulla cacciata dei benedettini dal monastero: “Importa tanto alla gente che se ne debbano andare? Se sono lì per pregare, certamente avranno sbagliato in molte cose e in alcune che hanno detto, come tutti, ma sono lì per fare il bene” aveva dichiarato, ndt). Il presidente della Conferenza Episcopale Spagnola ha chiesto di lavorare per “soluzioni che potremo ottenere solo tutti uniti”.