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(Jordi Llisterri-CR) Entrare nella Sagrada Familia fa alzare lo sguardo. È quello che hanno potuto sperimentare sabato mattina i primi visitatori del tempio dopo 114 giorni di chiusura. È l’inizio della “Fase omaggio” della riapertura del tempio, con i fine settimana di visite gratuite. Come non poteva essere diversamente, la prima visita è stata un ringraziamento al personale sanitario.

Per sottolineare il significato della riapertura, il cardinale Joan Josep Omella ha ricevuto i primi visitatori alle 10 del mattino, rappresentati da una delegazione dei Collegi dei Medici, dei Farmacisti, degli Infermieri e dei Fisioterapisti di Catalogna. In un breve colloquio alle porte della facciata della Natività, l’arcivescovo di Barcellona ha ricordato che dall’inizio della pandemia la Chiesa ha avuto molto presente il personale sanitario nella sua preghiera: “Siate certi che preghiamo per tutti voi che state dando vita e speranza, che è il vostro lavoro”.

Omella ha elogiato anche “la vostra intelligenza e responsabilità riconosciuta da tutta la società”. E sotto l’immagine della Madre di Dio ha letto una delle preghiere di Papa Francesco per dare inizio alla visita, alla quale hanno partecipato 2000 persone.

Nei prossimi fine settimana l’esperienza si ripeterà con altre categorie professionali impegnate nella lotta contro gli effetti del Covid-19 come corpi di sicurezza, personale e volontari di associazioni e organizzazioni imprenditoriali e di commercianti.

“Siamo pronti a riaprire il tempio” ha assicurato Xavier Martínez, direttore generale del Consiglio di Costruzione. Però ancora non c’è una data, in attesa della ripresa del turismo. Per ora continueranno le visite gratuite del fine settimana. Martinez ha condiviso “l’emozione personale di tornare a sentire la gente” con la riapertura del tempio che, in tutta la sua storia, era rimasto chiuso solo durante la Guerra Civile. L’ultimo passo sarà far ripartire i cantieri.