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(Laura Mor –CR) Un’altezza di 17 metri, una larghezza di 13,5 e in cima una croce a quattro braccia. Vi si accederà da una scala a chiocciola e l’interno sarà visitabile. La punta della torre di Gesù della Sagrada Familia brillerà grazie a piccoli bagliori originati dalla forma elicoidale della croce. Una croce con finestre che si apriranno nei quattro bracci e dall’alto verso il basso. Culminerà così la torre più alta di tutta la costruzione: 172,5 metri d’altezza, posta sopra l’altare della basilica.

Per l’architetto direttore della Sagrada Familia, Jordi Faulí, realizzare il terminale di Gesù è fondamentale, malgrado non ci sia ancora una data definitiva per il completamento. È stata presentata così ai giornalisti convocati per illustrare lo stato delle opere.

Come è già avvenuto per la torre della Madonna, la punta della torre di Gesù è stata ispirata da un testo originale di Gaudì. “Poggiando su quattro altissime colonne del transetto e proprio sopra l’altare, sorgerà la grande cupola sormontata a 176 metri da una grandiosa croce a quattro bracci scanalati per poter ammirare il panorama” ha letto Faulí. In mezzo al terminale, ha spiegato, ci sarà l’Agnus Dei.

La commissione costruttrice ha concentrato gli sforzi degli ultimi mesi nel completamento della torre della Madonna che “accompagnerà” quella di Gesù, un po’ più in basso, a 134 metri. Il prossimo 8 dicembre la torre di Maria sarà coronata in occasione della festa dell’Immacolata. È prevista una celebrazione aperta alla cittadinanza. Sarà la prima torre completata delle 6 centrali: Maria “accompagnata” dai quattro evangelisti e “presieduti” da Gesù. Pochi giorni fa è stata collocata la parte superiore del fusto che deve sostenere la stella luminosa che “guida la società”.

Ma la luce della torre della Madonna non ruberà la scena alla torre di Gesù. L’ha chiarito Faulí in una dichiarazione a Catalunya Religió, durante la quale ha spiegato la relazione tra queste due torri e il loro senso.

Quella di Gesù sarà più alta e produrrà fasci di luce. L’architetto ha spiegato durante la presentazione che saranno seguite le “normative in materia di illuminotecnica, in accordo con le amministrazioni” e che stanno pensando, in ogni caso, a “riflettori sottili”.

 

Una volta terminate le torri, la previsione per l’anno prossimo è di “costruire almeno quanto abbiamo già prodotto”. Secondo Faulí, si tratterebbe di “finire la torre dell’evangelista Luca e realizzare altri due o tre livelli della torre di Gesù”. Al momento si è al sesto livello dei 12 previsti e l’idea sarebbe di arrivare al nono.

Faulí ha spiegato anche che prosegue la demolizione delle vecchie dipendenze parrocchiali, in linea con gli impegni presi con il Comune, che prevede la cessione di alcuni metri di terreno all’angolo delle strade Provenza e Sardegna per compensare la costruzione della futura cappella dell’Assunta che dovrebbe iniziare nel 2023.

Il prossimo mese è previsto l’inizio del restauro integrale della facciata della Natività, che procederà per fasi. La facciata, scansionata, ha fornito una fotografia reale con una precisione di 2 millimetri. I lavori di restauro inizieranno appena sarà approvato il piano generale.

“La nostra generazione sarà quella che concluderà le opere della Sagrada Familia” ha annunciato il direttore generale della Commissione costruttrice della Sagrada Familia, Xavier Martínez. Nella presentazione alla stampa ha rinnovato l’impegno della Commissione a concludere le opere. Tuttavia ha ammesso che “fino al 2024 non saremo in grado di determinare la data della fine dei lavori”.

Martinez ha spiegato infatti che il bilancio del 2021 “è stato molto limitato”: 19 milioni di euro di cui 8,2 destinati alla costruzione. La sua previsione è recuperare visitatori e arrivare al 35-45% delle visite del 2019 per contare su un bilancio di 31-34 milioni nel 2022.

Come aveva già annunciato il presidente della Commissione costruttrice, Esteve Camps, un anno fa, non sarà possibile rispettare la data di completamento del tempio nel 2026, a causa del blocco dei lavori per la pandemia e per la riduzione dei visitatori.

Il direttore della Commissione ha calcolato in 359.000 le visite del tempio dalla riapertura dello scorso 29 maggio. “Ci mancano i visitatori dei paesi asiatici, Corea e Giappone, e i britannici, che hanno avuto maggiori restrizioni di mobilità” ha detto. Le visite sono arrivate dal resto della Spagna, oltre al 21% di francesi, il 16% dai Paesi Bassi e dagli Stati Uniti, il 12% dalla Germania e il 7% di italiani. La cifra totale, però, continua a essere inferiore del 24,5% rispetto al 2019.