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(Laura Mor –CR) Com’è l’economia del bene comune proposta da Papa Francesco? Si possono implementare criteri di equità sociale e sviluppo integrale nel modello economico che influenza tante decisioni politiche? Barcellona ha ospitato martedì 3 marzo uno dei 250 eventi organizzati in tutto il mondo per parlare della proposta di Papa Francesco per un’economia globale. Sono il preambolo all’incontro internazionale che il Pontefice ha convocato ad Assisi e che è già stato ribattezzato la “Davos del Papa”. “Economy of Francesco riunirà circa 500 giovani economisti e imprenditori di 115 paesi. Previsto alla fine di marzo, è stato posticipato al 19, 20 e 21 novembre per il coronavirus. L’Ateneo Universitario Sant Pacià ha organizzato uno degli eventi preparatori.

“Sarà interessante approfondire un modello economico che contrappone comunione a individualismo, fraternità a competitività, equità a disuguaglianza” ha detto Bernat Sellarès, professore di Storia del pensiero economico all’Università Autonoma di Barcellona, uno degli invitati ad Assisi, che ha partecipato al convegno celebrato nel Seminario Conciliare di Barcellona per presentare le principali linee del movimento internazionale promosso dal S. Padre. Sellarès ha individuato due aspetti essenziali della proposta di Francesco. Da una parte, la fiducia nei giovani come motore del cambiamento. Dall’altra, la valorizzazione del dialogo tra economisti. Il professore considera “una concezione originale del termine economia” il fatto che si vincoli lo studio teorico alla pratica imprenditoriale.

Tra gli altri, sono intervenuti il delegato diocesano della pastorale sociale e caritativa dell’Arcidiocesi di Barcellona, professor Joan Costa, che ha sottolineato come “bisogna che questa nuova economia amica della persona diventi cultura dominante perché possa rendere possibile lo sviluppo integrale di tutte le persone e popoli della terra”; il pedagogo Carles Armengol, del gruppo di Barcellona della Fondazione Centesimus Annus, che ha parlato della Dottrina sociale della Chiesa sottolineando come l’enciclica Laudato Si’ ne rappresenti una sintesi e presentando l’economia circolare come reale alternativa al modello consumista; il professore Alfredo Pastor della IESE Business School che ha ricordato come i francescani italiani hanno codificato l’economia del bene comune nel XIII secolo e che “l’economia del libero mercato ne è un’eresia: il compito dell’economia è cercare di diventare più umana, più a misura d’uomo e non di individuo”.

Infine il rettore dell’Ateneo Armand Puig ha ricordato che “Papa Francesco non è un economista ma un uomo con sensibilità profetica”. Per questo considera l’urgenza di approfondire un nuovo modello economico basato sul “dono, la cultura di comunione, l’equità”. “Concetti imprescindibili –ha concluso– se vogliamo costruire un’umanità possibile e non disgregata”.