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Catalunya Religió Lun 30/05/2022
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(CR) Barcellona, ​​Girona e Lleida hanno presentato questo fine settimana i documenti di sintesi preparati nella fase diocesana del Sinodo del 2023. Le conclusioni invitano la Chiesa a dialogare con la società. Una scommessa che ha fatto anche Tarragona nella sua sintesi quando proponeva di promuovere "il dialogo di tutta la Chiesa con la cultura attuale". Il riconoscimento della donna nella Chiesa e la corresponsabilità dei laici sono altri temi affrontati dalle diocesi, secondo le conclusioni pubblicate dall'arcidiocesi di Barcellona e dalla diocesi di Girona. I testi si aggiungono a quelli già presentati dalle diocesi di Vic e Solsona e dall'arcidiocesi di Tarragona.

A Barcellona più di settecento persone si sono radunate domenica nel Collegio dei Maristi – L’Immacolata per conoscere il documento di sintesi della fase diocesana. Il testo indica la necessità di una Chiesa che promuova l'effettivo coinvolgimento dei laici nella vita delle comunità, dei gruppi e della diocesi.

Richiede l'uguaglianza e la dignità di tutti i battezzati, specialmente delle donne. Tra l'altro, che «progredisca la riflessione sul loro accesso al diaconato e, se fosse possibile magisterialmente, al presbiterato». Si impegna inoltre a promuovere i vari ministeri laicali, in linea con quello recente di catechista, e l'istituzione di quelli che si rendessero necessari.

Le comunità di Barcellona vogliono “strumenti di partecipazione” e “processi chiaramente sinodali” nelle nomine dei parroci e dei vescovi. Adattare anche i diversi ministeri. Nel testo si parla di aprire alla possibilità del celibato facoltativo o dell'accesso al presbiterato per gli uomini sposati.

Barcellona insiste anche sulla necessità di utilizzare “un linguaggio ecclesiale semplice e chiaro, conforme al tempo in cui viviamo, comprensibile a tutti”.

A Girona, 2.058 persone hanno preso parte alla fase diocesana del processo avviato da papa Francesco. Lo hanno spiegato alla cerimonia tenutasi in Cattedrale per presentare le conclusioni di questo processo. Il testo sottolinea la volontà di “formare un cristianesimo robusto” e “consentire alla Chiesa di dialogare con la società creando ponti e legami con chi la pensa diversamente”.

D'altra parte, si richiede uno sforzo per dimostrare che la parola Chiesa va al di là dell'istituzione e della gerarchia, poiché abbraccia tutti i battezzati, e si richiede più coordinamento e integrazione del "camminare insieme" nell’ambito diocesano. In questo senso è prevista la creazione di un Osservatorio diocesano per assicurare la pratica e il rafforzamento della sinodalità.

L'amministratore diocesano di Girona, Lluís Suñer, ha sottolineato il lavoro congiunto di questo processo: "Siamo tutti attori all'interno della grande comunità corale". Per lui la fase diocesana è stata “ascolto, accoglienza e condivisione”.

Dalla commissione del Sinodo sottolineano la buona risposta ricevuta dalle comunità, tenendo conto del numero di abitanti del territorio diocesano, se paragonato, ad esempio, con la diocesi di Tolosa, dove con una popolazione molto superiore, hanno partecipato circa 2.200 persone, o quella di Parigi, dove i partecipanti dichiarati sono 6.480.

Anche a Lleida, nell'ambito dell'assemblea diocesana, sono state presentate le conclusioni della prima fase sinodale. Inoltre, c'è stato spazio per il lavoro di gruppo per riflettere sulle priorità da seguire nel prossimo anno accademico in diocesi. L'incontro ha ricordato anche il delegato dei Mezzi di Comunicazione della diocesi, Miquel Àngel Martín, morto il 6 maggio.

I documenti di sintesi sono stati redatti sulla base di tutti i contributi forniti dai diversi gruppi sinodali di ciascuna diocesi. Con la loro presentazione si chiude la prima fase del percorso avviato da papa Francesco nell'ottobre 2021.

La prossima tappa di questo cammino sinodale si svolgerà l'11 giugno a Madrid, dove i responsabili diocesani del Sinodo provenienti da tutte le settanta diocesi spagnole si incontreranno per condividere i vari contributi.

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