Voleu rebre les notícies?

Subscriviu-vos al butlletí gratuït

(CR) La lista di iniziative intraprese in Catalogna per mantenere la Chiesa aperta non smette di crescere. La maggior parte delle parrocchie ha ridotto gli orari d’apertura degli edifici di culto, altre hanno chiuso. Ma la comunità cristiana rimane attiva. Appena è stato chiesto alla popolazione di rimanere a casa per evitare nuovi contagi da coronavirus, si sono moltiplicate le iniziative su internet per non abbandonare la pratica religiosa.

L’invito “Preghiamo a casa” ne è un esempio. Sulle reti sociali circola l’hashtag #preguemacasa su  Twitter, Facebook e Instagram per compensare la chiusura della liturgia pubblica nelle parrocchie. E dunque, una nuova motivazione per pregare in questo nuovo contesto di crisi sanitaria. Si sta configurando tutta una Chiesa virtuale che, lungi dal paralizzarsi per l’isolamento, mostra l’ansia di molte persone per mantenere attiva la fede personale e comunitaria.

Tra le iniziative segnaliamo: il video quotidiano sul racconto dell’Esodo della comunità dei gesuiti della Cova di S. Ignazio a Manresa; la messa in streaming sui canali social celebrata da decine di sacerdoti; i sussidi del Segretariato interdiocesano di catechesi della Catalogna e delle Baleari per le famiglie con figli per vivere il vangelo della domenica; la guida quotidiana per pregare a casa del Segretariato interdiocesano della Gioventù indirizzata a giovani, parrocchie, scuole e movimenti; visite spirituali alla Madonna; il sussidio liturgico “Pregare in tempo di pandemia” della Conferenza episcopale italiana che è stato tradotto in catalano dalle Delegazioni di liturgia delle Diocesi della Conferenza episcopale tarraconense.