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(Alba Sabaté -CR)  Un tempo per cambiare. Inquadra così la giornalista musulmana Amanda Figueras l’attuale situazione di confinamento causata dall’emergenza coronavirus. Lo ha detto mercoledì 25 marzo durante il primo Webinar organizzato dall’Osservatorio Blanquerna di Comunicazione, Religione e Cultura, nell’ambito della campagna #BeTheKey (sii la chiave) contro l’islamofobia. Durante il dibattito moderato da Lydia Dionis, membro dell’Osservatorio e studentessa di Relazioni Internazionali alla Blanquerna-Università Ramon Lllull, Figueras ha parlato della pandemia nell’Islam.

Il coronavirus è un castigo di Dio? Si è chiesta. In questo senso, ha sottolineato come, per il mondo islamico, è un’opportunità per i credenti per riflettere sul loro comportamento precedente e per migliorare, mettendo sempre il bene comune al di sopra di quello individuale. “Solo così potremo avvicinarci di più a Dio” ha affermato. La giornalista ha spiegato che “ci sono hadith che parlano di come fronteggiare una pandemia”. Ha spiegato che servono una medicina preventiva spirituale o profetica, basata sulla preghiera, e una fisica, basata sulla pulizia del corpo e su alcune restrizioni alimentari che, nel caso dell’Islam, fanno già parte dei riti abituali.

Questi ultimi, però, sono stati modificati dalla situazione attuale. Sono stati sospesi i pellegrinaggi, non si può andare in moschea, e si avvicina un Ramadan in cui digiuno e preghiera si terranno soprattutto in casa. Malgrado ciò, Figueras ha chiaro che “il confinamento è un’opportunità per riflettere e creare”. Per esempio, sono già state avviate preghiere mattutine via Instagram. Tutto sommato, come ha sottolineato Dionis, si consolida il senso di comunità nella società, visto che siamo di fronte a sfide che “non sono individuali né locali ma globali”.

Si tratta dunque di un modo di dare sfogo alle necessità spirituali dei credenti musulmani, avendo la fede come rimedio di fronte alla malattia e all’incertezza. In questo senso, secondo Figueras, “fisicamente preveniamo la malattia con l’acqua; spiritualmente con il Corano, che già di per sé significa cura dei corpi”.

 

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