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(Afers Religiosos)  Si svolgerà dal 15 al 30 novembre la XVI Mostra del Cinema Spirituale della Catalogna, con un cartellone che prevede 24 film che trattano i temi della diversità religiosa, spirituale e culturale della società. Tra i titoli in programma “Una raó brillant” (Quasi nemici) di Yvan Attal, “El reverend” (First Reformed – La creazione a rischio) di Paul Schrader, “Lazzaro feliç” (Lazzaro felice) di Alice Rohrwacher. La Mostra prevede 74 proiezioni complessive.

I film saranno proiettati nelle 9 prigioni catalane e in 45 sale di 17 città della Catalogna: Barcellona, Blanes, Cerdanyola del Vallès, Girona, Granollers, Hospitalet de Llobregat, Leida, Manresa, Mollet del Vallès, Olot, Reus, Sabadell, Salt, Tarragona, Terrassa, Vic e Vilassar de Mar. Inoltre, quest’anno si aggiunge l’Abbazia di Montserrat dove sarà proiettato il film polacco “Eter” diretto da Krzystof Zanussi.

 

Centri di rieducazione giovanile

L’edizione di quest’anno punta a raggiungere un pubblico più giovane. In quattro dei sette centri di rieducazione giovanile verrà proiettato il film “Déu meu, però què t’hem fet?” (Non sposate le mie figlie!) di Philippe de Chauveron, che permetterà ai giovani di intavolare un dibattito su stereotipi, pregiudizi, interculturalità e convivenza tra persone di culture, lingue e fedi diverse. Dal 2016, infatti, la Mostra lavora gomito a gomito con la Segreteria delle misure penali, reinserimento e attenzione alle vittime. Il direttore degli Affari religiosi, Marcel·lí Joan, afferma che “è un’esperienza che consideriamo molto positiva perché ci siamo resi conto che attraverso i lungometraggi possiamo aiutare il reinserimento dei detenuti. Vogliamo favorire il lavoro sulla diversità, il rispetto, la convivenza, la tolleranza, la riconciliazione e prevenire possibili radicalizzazioni”.

La Filmoteca di Catalogna seguirà in questa edizione il filo conduttore del libro di Schrader “Il Trascendente nel Cinema: Ozu, Bresson, Dreyer”. Dopo la retrospettiva dedicata a Dreyer, quest’anno presenta il ciclo: “Un maestro: Yasujiro Ozu”. Secondo Schrader, il regista personificava nei suoi film il buddismo zen, anche se oggi la critica ritiene che la sua opera abbia subito altre influenze, come quella della cultura popolare giapponese o del cinema di Hollywood.

 

II Premio del Cinema spirituale

A margine della Mostra, il 20 novembre la ministra della Giustizia della Generalitat Ester Capella consegnerà il II Premio del Cinema spirituale, che viene assegnato ad un regista che si è contraddistinto per il suo impegno sociale. La cerimonia si terrà nella Sagrada Familia. Il vincitore è il messicano Paco Arango. Inoltre, il 22 novembre la Facoltà di comunicazione Blanquerna ospiterà il “Seminar on European Cinema against hate”. Si tratta di un incontro internazionale di registi di Festival di Cinema spirituale nel segno dell’internazionalizzazione della mostra e per creare una rete con altri festival affini.