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(Audir)  Il 12 e il 13 settembre si svolgerà la quinta edizione della “Notte delle Religioni” di Barcellona. L’iniziativa conta su un programma di attività presenziali e virtuali organizzate da 33 comunità religiose e associazioni cittadine che includono tra l’altro tavole rotonde, visite guidate, concerti e rappresentazioni teatrali.

L’edizione di quest’anno si è adeguata alla situazione attuale segnata dal contesto di crisi sanitaria causata dal Covid-19. Perciò saranno privilegiate le attività virtuali e sarà richiesta l’iscrizione alle attività in presenza per garantire l’affluenza e la distanza sociale.

“Le comunità religiose e le associazioni hanno svolto un ruolo essenziale durante il lockdown, accompagnando, spesso, le persone più vulnerabili dal punto di vista materiale, emotivo e spirituale” afferma Francesc Torradeflot, direttore di Audir, l’organizzazione catalana multireligiosa nata 20 anni fa a Barcellona. “La Notte delle Religioni si vuole aggiungere a questo spirito di accompagnamento e prossimità attraverso le attività che si porteranno a termine”. Inoltre, “vuole continuare a essere uno spazio di incontro e di dialogo, strumenti per contribuire a eliminare i pregiudizi, gli stereotipi e i discorsi d’odio” aggiunge Torradeflot.

Da parte sua, Khalid Ghali, commissario del Dialogo interculturale e pluralismo religioso del Comune di Barcellona, ricorda che “la Carta dei Diritti e dei Doveri di Barcellona afferma che questa è una città di convivenza che si fonda su responsabilità, pluralità, diversità tolleranza e rispetto dei diritti umani e sulla promozione delle condizioni per una libera e piena realizzazione della persona. La libertà di coscienza e di culto e il suo riconoscimento in città è fondamentale. E perché siano veramente possibili occorre lavorare nel solco della laicità affinché tutte le visioni e opzioni di coscienza (religiose o meno) convivano e cooperino con pari opportunità. Ma al di là del diritto ad esprimere la fede, le associazioni, le tradizioni religiose e di coscienza apportano una ricchezza e un valore incalcolabili a una città come Barcellona. Fanno parte di un bene comune, storico, culturale e umano che occorre garantire e preservare”.

L’obiettivo principale di questa iniziativa è avvicinare la cittadinanza alle comunità religiose perché le conoscano di prima mano come pure favorire le relazioni e il dialogo tra di esse