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(Càritas Catalunya)  Lunedì mattina 30 marzo si è tenuto un incontro virtuale tra il presidente del Governo della Catalogna Quim Torra e una rappresentanza di associazioni del Terzo Settore. Il presidente era accompagnato dal ministro del Lavoro e Affari sociali, Chakir el Homrani, e da Bernat Valls, direttore generale di Azione civica e comunitaria. L’incontro era inserito in una serie di scambi di informazione con diversi agenti sociali catalani promossi da Torra per affrontare l’emergenza coronavirus.

Le tematiche affrontate hanno riguardato i problemi abitativi, l’incremento di aiuti per far fronte alla fase post-emergenziale, la vulnerabilità dei bambini tra 0 e 6 anni che hanno genitori colpiti da Covid e la necessità di un piano per alleviare i bisogni alimentari delle famiglie più vulnerabili.

Il presidente di Caritas Catalogna, Francesc Roig, ha informato che attualmente sono attivi 1660 volontari in tutto il paese, circa il 13% del totale abituale. Resta aperto circa il 55% dei progetti e dei servizi della Caritas, con varie percentuali nelle varie Caritas diocesane. Si tratta di mense sociali, distribuzione di alimenti, servizi di assistenza abitativa che funzionano con personale sul posto. Altri servizi, come assistere e accompagnare persone a rischio di esclusione sociale o bisognose di supporto psicologico, si effettuano per telefono o telematicamente.

Alcune Caritas diocesane hanno messo a disposizione dei Comuni le infrastrutture che si sono dovute chiudere. Praticamente tutte le Caritas diocesane e parrocchiali si stanno coordinando con i municipi, anche in collaborazione con altre associazioni.

Tra i problemi principali rilevati c’è quello delle abitazioni, soprattutto per persone che vivono in stanze o case in affitto che non possono pagare perché lavorano in nero e ora, con la chiusura di molti negozi e imprese, sono senza lavoro né ammortizzatori sociali né altre risorse economiche.

Una delle categorie assistite dalla Caritas che sta soffrendo in modo particolare questa crisi è quella delle collaboratrici domestiche e delle badanti, la maggior parte delle quali lavorano senza contratto e ora si ritrovano senza introiti.

Al termine del suo intervento Roig ha sottolineato una serie di proposte su temi come abitazione, reddito minimo, alimentazione, immigrazione, accoglienza e accompagnamento. Le associazioni hanno suggerito al Governo catalano di varare bilanci che privilegino l’azione sociale anche, se opportuno, con la creazione di un fondo speciale di aiuti.