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(CR) Padri e madri, lavoratori e titolari di scuole concertate (paritarie con finanziamenti pubblici, ndt) hanno presentato 121.604 opposizioni al progetto di decreto sulla programmazione dell’offerta educativa e la procedura di ammissione ai centri del Servizio educativo della Catalogna. Diverse associazioni tra le quali la Fondazione Scuola Cristiana di Catalogna e la Confederazione Cristiana delle Associazioni di padri e madri di alunni hanno diffuso un comunicato stampa dal titolo “Per la libertà di insegnamento, il pluralismo, il diritto dei genitori a scegliere la scuola, la gratuità e contro la segregazione scolastica”.

“Le contestazioni – si legge nel comunicato – si basano soprattutto sui seguenti aspetti del progetto: limita il diritto di padri e madri nella scelta della scuola perché si possono sopprimere unità (educative) prima che i genitori abbiano potuto manifestare le loro preferenze; non rispetta il Patto contro la segregazione scolastica, promosso dal Difensore civico e sottoscritto dal Dipartimento dell’educazione e, tra gli altri, dagli organismi di rappresentanza dei titolari e delle federazioni e confederazioni dei genitori delle scuole concertate, perché non assicura un finanziamento sufficiente per la scolarizzazione di alunni su base gratuita, il che comporta un costo aggiuntivo che deve essere sostenuto dai genitori o il soffocamento economico della scuola; infine, assegna attribuzioni improprie agli Uffici Municipali di Scolarizzazione (Omes) e alle Commissioni di ammissione, pregiudicando le competenze dei titolari delle scuole concertate o dei direttori di quelle pubbliche (gestione delle domande di ammissione, organizzazione di giornate aperte, informazioni per i genitori...)

La programmazione dei siti scolastici e l’iter di iscrizione incidono direttamente sul diritto fondamentale all'istruzione, alla scelta della scuola da parte dei genitori o dei tutori degli studenti e a quello di creare e dirigere centri di istruzione. La condotta dell’Amministrazione su queste dinamiche non può essere guidata da direttive di eminente peso politico ideologizzato ma deve basarsi sulla tutela del diritto fondamentale degli studenti a ricevere l’insegnamento di base obbligatorio in modo gratuito, della libertà di creazione di centri scolastici e dell’oggettivo servizio nell’interesse pubblico che deve ispirarli”.

“Dopo aver constatato il grande sostegno che ha avuto questa iniziativa – concludono i firmatari del comunicato – il settore della scuola concertata ribadisce la propria volontà di dialogo e chiede la disponibilità del Governo catalano a modificare radicalmente il progetto della procedura di ammissione nei centri del Servizio educativo della Catalogna per garantire il diritto all'istruzione per tutti, armonizzandolo con il diritto individuale dei cittadini, dando stabilità ai posti di lavoro del settore e assicurando un’adeguata ed equilibrata scolarizzazione degli alunni che necessitano un supporto educativo che favorisca un’adeguata coesione sociale”.