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(Claretians) Quando José Luis Guillén arriva alle otto del mattino, la mensa è buia. Approfitta della calma per tirare fuori dal frigorifero e dal congelatore gli ingredienti che i cuochi e i loro aiutanti useranno per il menu del giorno. I frequentatori troveranno accoglienza, persone che li accompagnino e stiano accanto a loro. Ogni giorno tra 50 e 100 persone mangiano alla mensa sociale La Taulada. Tra poco saranno sei anni dall’apertura della mensa, nata su inziativa della parrocchia della Madre di Dio del Lledó di Valls. Una comunità cristiana che non solo predica il Vangelo ma lo mette in pratica.

Padre Joan Font, missionario claretiano, è l’anima del progetto. Spiega che in questo mondo marginale “ci sono persone più o meno ben messe e altre con grandi carenze e rischi d’esclusione”. Cosa offrono oltre a un piatto caldo? “Il nostro lavoro non è solo venire a pelare patate o tagliare cipolle ma è farlo con amore, con la tenerezza umana e cristiana che ci viene richiesta per mettere in pratica il messaggio del Signore” risponde padre Joan riferendosi alle Beatitudini. È l’atteggiamento di disponibilità che si nota a La Taulada. Il servizio mensa conta su una trentina di volontari che fanno turni. Ce ne sono alcuni fissi, come chi si dedica all’accoglienza, chi prepara i panini o il corriere. Altri invece partecipano una o due volte la settimana. José Luis c’è tutti i giorni, dal lunedì al venerdì. Coordina l’équipe dei volontari, in cui ci sono persone molto diverse. “Ci unisce quest’opera” spiega, e assicura che “a livello spirituale e come persona ricevi più di quanto puoi donare”.

La mensa La Taulada è diventata “un punto di riferimento di tanta solidarietà” per la città di Valls. E anche una grande famiglia. A Natale si fa una cena di festa, con una settantina di partecipanti, e per Giovedì Santo una celebrazione e una cena semplice, in cui si riflette sul significato della lavanda dei piedi. In fondo, spiega padre Joan, si tratta di “saper stare al loro fianco e condividere una tavola tutti insieme”.