Conosciamo abbastanza Antoni Gaudí? Come era prevedibile, questo 2026 avrà come protagonista l'architetto di Dio. Tuttavia, anche se la figura di Gaudí gode di grande popolarità, spesso non si comprendono appieno molti aspetti della sua personalità e del suo pensiero. È per questo che l'Ateneu Universitari Sant Pacià ha organizzato, dal 25 al 27 febbraio, il Congresso Internazionale Gaudí: arte, bellezza, mistero, con l'intento di approfondire la dimensione artistica, spirituale, intellettuale e umana del geniale architetto.
Uno sguardo integrale su Gaudí
L'incontro rientra pienamente nell'Anno Gaudí, ma vuole andare oltre la semplice commemorazione. Come spiega Rosa Ribas, segretaria accademica della Facoltà Antoni Gaudí di Storia della Chiesa, Archeologia e Arti Cristiane, l'obiettivo è offrire una visione più completa del personaggio. "Proprio questi congressi sono interessanti perché possiamo approfondire la figura di Antoni Gaudí e scoprire nuovi aspetti", afferma. E ricorda che, nonostante l'abbondante bibliografia esistente, "ci sono sempre materiali che sono rimasti ancora da studiare e di cui parlare".
Il congresso nasce con una chiara volontà trasversale. "Avvicinarci a Gaudí da una dimensione artistica, intellettuale, umana e spirituale" è, secondo Ribas, il vero nucleo della proposta. In questo senso, sottolinea che l'obiettivo è superare letture parziali: "Proprio questo è l'obiettivo del nostro congresso, non parlare solo di un Gaudí architetto".
“l'obiettivo del nostro congresso, è non parlare solo di un Gaudí architetto”
Questo sguardo integrale risponde a una convinzione di fondo: l'opera gaudiniana si comprende appieno solo tenendo conto del percorso vitale e interiore del suo autore. "Non si può capire l'architettura di Gaudí e tutte le sue opere senza comprendere il personaggio con tutta la sua profondità e con tutto il suo percorso spirituale", rimarca Ribas. Sia nelle opere religiose che in quelle di carattere profano, aggiunge, vi è una stessa coerenza di pensiero.
Per questo, la proposta vuole interpellare anche il pubblico oltre l'ambito strettamente accademico. "Noi invitiamo le persone a venire proprio per approfondire questa bellezza, su questo mistero e su questo senso profondo che aveva Gaudí", spiega. L'ambizione è che i partecipanti ne traggano un beneficio che sia anche personale e umano.
Un congresso con proiezione internazionale
L'opera di Gaudí è, forse, uno dei contributi catalani più importanti nella cultura universale. In questo senso, l'universalità del genio sarà uno dei tratti distintivi dell'incontro. "Partecipano relatori a livello internazionale e con molte prospettive diverse", sottolinea Ribas, fattore che trasformerà Barcellona in un punto di incontro per specialisti da tutto il mondo.
La sessione inaugurale sarà a cura del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura, con la conferenza 'E Dio vide che era bello'. Fede, bellezza, arte. Durante i tre giorni interverranno anche, tra gli altri, il filosofo, teologo e vincitore del Premio Josep Pla, Francesc Torralba; l’architetto Chiara Curti; l'architetto e teologo, capo dell'Area di Identità e Missione della Fondazione Scuola Cristiana di Catalogna, Eloi Aran; il rettore della Sagrada Família, canonico della cattedrale, rettore emerito del Seminario Conciliar di Barcellona e vicepresidente della causa di beatificazione di Antoni Gaudí, Josep Maria Turull; e, infine, il sacerdote, teologo, ex decano della Facoltà di Teologia di Catalogna, rettore emerito dell'Ateneu Universitari Sant Pacià e attuale presidente dell'Agenzia della Santa Sede per la Valutazione e la Promozione della Qualità delle Università e Facoltà Ecclesiastiche (AVEPRO), Armand Puig i Tàrrech.
“vogliamo che questo congresso sia un punto di partenza per poter continuare a lavorare sulla figura di Gaudí”
Oltre al programma accademico, il congresso si inserisce nel lavoro continuativo della Facoltà Antoni Gaudí, integrata nell'Ateneu. Ribas ricorda che l'istituzione conta, inoltre, sul Centro di Studi Internazionali Antoni Gaudí e i suoi collaboratori, promosso congiuntamente con la basilica barcellonese, da dove "facciamo anche corsi e ricerche sull'architetto e sui suoi collaboratori", sottolinea Ribas.
La rilevanza del pensiero gaudiniano è, per l'organizzazione, indiscutibile. "I grandi geni parlano per sempre", afferma Ribas, convinta che la sua opera continua a interrogare il presente e la contemporaneità. Per questo, il desiderio è che l'evento accademico di questo febbraio abbia un percorso lungo e fruttuoso: "Il nostro desiderio è che questo congresso sia un punto di partenza per poter continuare a lavorare sulla figura di Gaudí e per poter approfondire il suo pensiero e la sua arte".
In pieno Anno Gaudí, Barcellona torna così a rivolgere lo sguardo verso il suo architetto più universale con la volontà di comprenderlo meglio. La domanda iniziale resta aperta —conosciamo abbastanza Antoni Gaudí?—, ma il congresso vuole offrire nuove chiavi per avvicinarsi al mistero di un'opera che, cent'anni dopo, continua a vivere e a essere bella.