Libri di cucina, di storia, d’arte, di geografia, di curiosità varie e... di religione. La Setmana del Llibre en Català arriva ogni anno, tra l’inizio del corso e le feste della Mercè, per deliziare i lettori in lingua catalana e permettere loro di avere un contatto più stretto con gli autori e le case editrici. All'interno delle quasi cento bancarelle che popolano questo scenario incomparabile di scambio di cultura possiamo trovare anche editori che, nel loro catalogo, si impegnano a trattare la spiritualità e il fatto religioso, perché, come afferma Pere Lluís Font -filosofo, teologo e 57º Premio d’Onore delle Lettere Catalane-, la religione è pienamente integrata nella nostra realtà culturale come un “matrimonio indissolubile”. È per questo motivo che, percorrendo i due grandi corridoi che tracciano il circuito di questa piccola polis lettrice, decido di parlare con due delle più importanti case editrici religiose del nostro paese, in particolare, con Núria Mañé, direttrice delle Edizioni dell’Abbazia di Montserrat; e Ignasi Moreta, editore dell’editoriale Fragmenta.
Mañé: “A tutti questi eventi devi esserci; se non ci sei, non esisti”
Entrambi concordano nel sottolineare l'importanza di essere presenti a un evento come questo. “A tutti questi eventi devi esserci; se non ci sei, non esisti”, afferma Mañé, che ricorda che PAMSA non porta solo libri religiosi, ma anche letteratura storica, infantile o manuali di catalano. Nello stesso senso, Moreta sottolinea che la Setmana è una vetrina diversa dal circuito delle librerie: “Qui possiamo mettere in primo piano libri che abbiamo pubblicato quindici o diciotto anni fa e che amiamo ancora come figli. Un libro, finché non lo hai letto, è una novità, e questa è un'opportunità magnifica che le librerie non sempre permettono”. Di fatto, l'importanza di essere presenti è così grande che altre case editrici di carattere spirituale o religioso come Baula o Claret hanno anche uno spazio in questa fiera -in particolare, ai moduli 21 e 32-.
Ora però, la presenza di queste case editrici non risponde solo a una questione di visibilità, ma anche a un posizionamento culturale. Moreta insiste che Fragmenta vuole normalizzare il fatto religioso nella cultura generale: “Non vogliamo fare sottocultura ecclesiastica, vogliamo pubblicare libri sulle religioni con rigore e con il linguaggio delle scienze umane. La religione è troppo importante per ridurla a un discorso per iniziati. Ci interessa rivolgerci a tutta la collettività, non solo a chi ha già credenze specifiche”.
Moreta: “Non vogliamo fare sottocultura ecclesiastica, vogliamo pubblicare libri sulle religioni con rigore e con il linguaggio delle scienze umane”
Mañé, dal canto suo, constata che, sebbene il pubblico interessato alla religione possa essere più ridotto, la sua presenza è costante e fedele: “Normalmente, i visitatori danno un’occhiata, osservano le novità e, se trovano qualcosa che si addice loro in quel momento, la prendono. Forse si inclinano più verso titoli di carattere spirituale, ma c’è anche interesse per le opere storiche”. Un esempio di questo impegno è il Dizionario biografico della persecuzione religiosa del 1936 in Catalogna, che presentano come novità di grande rilievo: “È un contributo non solo al fatto religioso ma anche alla memoria democratica. Raccoglie piccole biografie di persone perseguitate a causa della fede e fornisce note contestuali di un momento storico cruciale”.
Moreta: “L'interesse per il libro religioso c'è ed è sempre esistito”
In questo spazio condiviso, entrambi gli editori concordano che c'è una domanda latente di trattare la religione da un'ottica culturale e aperta. “L'interesse c'è ed è sempre esistito”, afferma Moreta. “Quello che stiamo riuscendo a fare è normalizzare un approccio laico e accademico al fatto religioso, superando vecchie polarizzazioni. Oggi possiamo parlare di religione con naturalezza in mezzo a una fiera generalista, e questa è una buona notizia”.
Essendo consapevoli di questo interesse, le case editrici religiose mantengono la loro presenza agli incontri letterari come La Setmana come un valore aggiunto, essendo sempre disponibili e attente per quel lettore curioso che le necessita e le cerca.