Voleu rebre les notícies?

Subscriviu-vos al butlletí gratuït

(Jordi Llisterri –CR) L’arcivescovo di Tarragona Joan Planellas ridà vita al Concilio Provinciale Tarraconense come quadro pastorale di riferimento per l’arcidiocesi. Giovedì 27 ha reso pubblico il primo documento pastorale del suo mandato, l’esortazione “Lo Spirito rende giovane la Chiesa”. Il testo propone dodici atteggiamenti pastorali recuperando le conclusioni del Concilio celebrato in Catalogna nel 1995 e rilanciando la sua applicazione.

Tutte le proposte del documento cominciano sottolineando alcune delle risoluzioni del Concilio Provinciale, inquadrandole nel Concilio Vaticano II e riallacciandole alle proposte di riforma di Papa Francesco. “Coscienti del momento ecclesiale che stiamo vivendo, vogliamo guardare al futuro”. Planellas sottolinea che malgrado i cambiamenti che ci sono stati nei 25 anni trascorsi dalla celebrazione del Concilio Provinciale, “i documenti e le risoluzioni hanno la loro validità per il fatto che poggiano sugli insegnamenti del Concilio Vaticano II, sulla realtà concreta delle nostre Chiese e, in fondo, sul vero Vangelo del Signore”.

Le proposte del documento incoraggiano un cambio di atteggiamento per affrontare l’attuale situazione ecclesiale: “Nel mondo contemporaneo ci muoviamo in mezzo a nuvole così spesse che per orientarci dobbiamo tornare al punto di partenza, all’abc della fede. La Chiesa che parla di solidarietà, di giustizia e addirittura di nazionalismo, è capace oggi di parlare di Dio?”.

L’arcivescovo di Tarragona dice che formula queste proposte “di atteggiamenti pastorali” partendo da ciò che ha ascoltato negli ultimi mesi da sacerdoti, religiosi e laici della diocesi. Non sono proposte organizzative e nelle conclusioni chiede che si rifletta e si lavori su questi suggerimenti in tutta la diocesi. Afferma che “partendo da tali atteggiamenti e frutto di un lavoro sinodale in cui tutti ci possiamo sentire coinvolti, potranno uscire poi quelle priorità pastorali di cui ha bisogno la nostra Chiesa di Tarragona”.