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Il cardinale Joan Josep Omella, arcivescovo di Barcellona, ha espresso l’aspettativa che si percepisce da Barcellona in vista della visita del Papa. Lo ha fatto durante la conferenza stampa della Conferenza Episcopale Spagnola sulla pubblicazione dell’agenda pubblica ufficiale del Papa a Madrid, Barcellona e Canarie.

Il simbolo dell’incontro, ha aggiunto, è precisamente “la croce della Sagrada Família, che attira tanti visitatori durante l’anno e che ora diventa simbolo di incontro”. L’incontro, per il cardinale, si basa su tre pilastri: la comunione, la bellezza e la carità.

“la croce della Sagrada Família, che attira tanti visitatori durante l’anno e che ora diventa simbolo di incontro”

Riguardo la bellezza, rispondendo a una domanda sulla beatificazione di Gaudí, l’arcivescovo ha sottolineato che “Gaudí è un esempio da imitare per tutti, per la bellezza evangelizzatrice che ha lasciato, anche se non è ancora stato dichiarato santo”.

Il cardinale ha anche evidenziato la visita che il pontefice farà alla prigione Brians 1, dove si avvicinerà alle realtà di privazione della libertà. Per Omella, è un riconoscimento del lavoro svolto nella Chiesa dalla pastorale carceraria. Ha avuto anche una menzione speciale per la visita a Montserrat, che, per lui, rappresenta la chiesa orante e i monasteri di tutto il mondo.

Durante gli interventi dei giornalisti, è stata posta una domanda sull’uso del catalano nelle celebrazioni durante le visite in Catalogna, ma non è stata data una risposta. Inoltre, è emersa la questione di un possibile incontro con le vittime di abusi sessuali, riguardo al quale è stato specificato che il Papa, come in tutte le visite, avrà un’agenda privata che si sta ultimando e che la Santa Sede renderà pubblica successivamente.

Alla conferenza stampa ha partecipato anche José Cobo, arcivescovo di Madrid, che ha comunicato la gioia che questa visita sta provocando in tutti gli ambiti ecclesiastici, molto diversi: “c’era sete di una visita di questo tipo, c’è sete di riferimenti e il Papa può dare luce e indicare la direzione”.

“Tutti i messaggi che darà avranno uno stile evangelico, dal punto di vista dei poveri e degli svantaggiati

D’altra parte, Luis Argüello, presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, ha sottolineato l’importanza che il pontefice visiti la sede del Congresso e del Senato. L’arcivescovo lo legge “come un invito a riflettere sulla rigenerazione della vita democratica in un momento sociale in cui i suoi valori in altri paesi sembrano in crisi”.

Per quanto riguarda la visita alle isole Canarie, il vescovo José Mazuelo e Eloy Santiago, vescovo di Tenerife, pensano che il fatto che il papa si avvicini al paese dalle realtà migranti, ovvero dal mondo della fragilità e dei feriti, sia molto simbolico: “Tutti i messaggi che darà avranno uno stile evangelico, dal punto di vista dei poveri e degli svantaggiati. Dobbiamo lavorare per coniugare la globalizzazione, il diritto di migrare e il rispetto della dignità della persona”.

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