Voleu rebre les notícies?

Subscriviu-vos al butlletí gratuït

(Església Barcelona La basilica della Sagrada Familia ha ospitato l’atto inaugurale dell’Anno della Famiglia Amoris Laetitia. I direttori del Segretariato diocesano della pastorale familiare, Dolors Parellada Xavier Padilla, sono stati incaricati di guidare l’evento presieduto dal cardinale Joan Josep Omella, accompagnato dal vescovo ausiliare di Barcellona Antoni Vadell. Come hanno detto gli stessi moderatori all’inizio, si tratta di un’iniziativa del Papa che vuole arrivare a tutte le famiglie del mondo, perché come dice lui stesso “il desiderio di famiglia rimane vivo, specialmente tra i giovani, e questo motiva la Chiesa”. E come risposta a questo desiderio, “l’annuncio cristiano relativo alla famiglia è veramente una buona notizia”.

Gli obiettivi di questo anno dedicato alla famiglia sono chiari: “primo, diffondere la ricchezza dei contenuti dell’esortazione apostolica e annunciare che il sacramento del matrimonio è un dono che ha in se stesso una forza trasformatrice dell’amore umano. Secondo, rendere le famiglie protagoniste della pastorale familiare. Una famiglia cristiana diventa testimone dell’amore che la anima”. Per questo nell’evento diocesano inaugurale dell’anno Amoris Laetitia si sono condivise testimonianze di vita cristiana. L’ultimo obiettivo è “non lasciare nessuno indietro. Siamo invitati a praticare una pastorale trasversale, che tenga presenti le necessità e la soggettività di ciascuno, dei coniugi, dei bambini, dei giovani, degli anziani, le situazioni difficili e le fragilità familiari” hanno assicurato Dolors Parellada e Xavier Padilla.

All’inizio il vescovo Vadell ha assicurato che bisogna prendere coscienza del posto in cui siamo. “Ascolteremo le testimonianze di famiglie che esprimono e riflettono la globalità della nostra arcidiocesi in un tempio così significativo come la Sagrada Familia”. Successivamente, il cardinale Omella ha spiegato nell’omelia che “la Sagrada Familia è un modello per ogni famiglia cristiana. È la cellula base della società: toccare la famiglia significa toccare la società, distruggere la famiglia significa distruggere la società, costruire, sostenere, supportare la famiglia significa costruire, sostenere, supportare la società intera”.

Inoltre, il cardinale Omella ha ribadito che “bisogna tornare a mostrare alla generazione attuale e a quella futura la bellezza della famiglia”. L’arcivescovo di Barcellona ha l’impressione che oggi si agisce come se “la famiglia fosse una mascherina o come le buste del supermercato, usa e getta”. Perciò ha affermato che “in questa società caratterizzata da una comunicazione così rapida – attraverso WhatsApp, le reti social o la posta elettronica – ci manca la capacità di ascoltare l’altro, anche in quello che non ci dicono. Siamo connessi ma non uniti, siamo molto informati ma non stiamo nel cuore dell’altro”.

“Si dice che la Chiesa è mistero di comunione in tensione missionaria. Bisogna mostrare al mondo la bellezza dell’amore. Bisogna valorizzare l’altro, bisogna scoprire, valorizzare e dire le cose buone dell’altro e perdonargli tutto” ha aggiunto il cardinale.

L’arcivescovo ha fatto a tutte le coppie presenti, presenzialmente o in via telematica, quattro richieste: “Primo, curate molto il dialogo; secondo, è fondamentale anche l’atteggiamento di perdono; in terzo luogo dovete avere molto presenti il servizio e l’accoglienza, siate come la Chiesa sempre accogliente. A volte usiamo parole che costruiscono muri. Per ultimo, curate molto la preghiera”. Infine si è rivolto a tutti: “Non abbiate paura, quella della famiglia è una bella vocazione, curatela e siate testimoni della bellezza della famiglia avendo a modello quella di Nazareth”.