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(Bisbat de Lleida)  Joan Torra, decano della Facoltà di Teologia della Catalogna, ha tenuto la prima sessione delle Giornate di Formazione sulla “Fratelli Tutti” organizzate dalla diocesi di Lleida. Torra ha iniziato ricordando da dove Papa Francesco ha preso il titolo dell’enciclica. Ha spiegato che Fratelli Tutti era il modo in cui San Francesco si rivolgeva ai suoi fratelli. Ha aggiunto che è un testo che si sta leggendo molto nella comunità cristiana.

Ha poi sottolineato che siamo di fronte all’unico leader mondiale degno di essere ascoltato e ha ribadito che il Pontefice si è conquistato il favore della gente. Ha approfondito questa idea sottolineando che le citazioni più importanti dell’enciclica sono delle Conferenze Episcopali “che sono molto vicine alla realtà”. Torra ha spiegato che questo Papa vuole rivolgersi a tutti gli uomini e le donne di buona volontà del mondo e si sforza di spiegarsi in modo che tutti lo comprendano. “Questo Papa non scrive, questo Papa parla” ha detto. Perciò il relatore ha consigliato di leggere il testo a voce alta e in gruppo.

Il Papa vuole dire che gli uomini e le donne sono fratelli” ha detto. “Il Papa ci parla a “Tutti” e questa universalità è fondamentale”. In tal senso ha sottolineato che “l’obiettivo del Papa è essere pastore e teologo, non solo per quelli di casa ma per tutti”.

Il decano della Facoltà di Teologia della Catalogna ha continuato dicendo che “questo messaggio tradotto nelle nostre parrocchie significa domandarci come arrivare a tutti”.

“Il Papa ci svela che quello che disse Gesù non era solo per quanti volessero capirlo” ha detto. “La sorpresa del Vangelo di Gesù è che si rivolge a tutti”. E ha sottolineato che “Papa Francesco vuole rivolgersi a chi non conta nulla e ricordare a tutti noi che il Vangelo è per rivolgersi a chi non conta niente”.

Riprendendo le parole del Papa nell’enciclica, Torra ha auspicato “che questo nuovo sogno di fraternità e amicizia sociale non rimanga solo nelle parole”. “Quando non ci rivolgiamo a tutti, trasformiamo questo mondo in un mondo chiuso” ha aggiunto. Sulla stessa linea ha avvertito che “se il mondo non ha questa dimensione di essere per tutti, non serve, è un mondo chiuso”.

Torra ha sottolineato che il Papa fa politica perché deve farla. “Perché altrimenti con la scusa che non deve fare politica, il mondo continuerà ad essere chiuso e sarà aperto solo per alcuni”. Ha quindi aggiunto che “non si tratta di fare politica di partito, la voce del Papa deve risuonare per essere portavoce di quelli che non hanno voce, di quelli che sono emarginati”. “Il Papa si fa eco di tanti cammini di speranza”. Torra ha sottolineato le parole di Papa Francesco quando ha ricordato che “la pandemia ci ha permesso di apprezzare molti compagni di viaggio che davanti alla paura hanno saputo reagire donando la propria vita”.

Infine, ha sottolineato che nella Fratelli Tutti il Papa ricorda la parabola del Buon Samaritano e ha indicato che “la fede si riempie di motivazioni nel riconoscimento dell’altro”.