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(Glòria Barrete –CR) Togliere l’acqua benedetta dalle acquesantiere, offrire un segno di pace diverso dall’abbraccio o dalla stretta di mano, lavarsi le mani prima e dopo aver distribuito la Comunione, non toccare o baciare immagini. Sono le misure raccomandate dalla Conferenza Episcopale Spagnola (CEE) in vigore per il coronavirus. Con l’avanzare dell’epidemia e l’aumento del numero di casi positivi, alcune diocesi hanno adottato misure più concrete e stringenti.

Si può arrivare a sospendere le messe in Catalogna? “Al momento no” afferma Norbert Miracle, Vice Segretario della Conferenza Episcopale Tarraconense, malgrado alcune diocesi comincino a prendere provvedimenti, per esempio il raduno degli insegnanti di religione che doveva tenersi ad Andorra è stato annullato. “Non era prudente né opportuno tenere questo incontro”.

La situazione in Italia il 29 febbraio, ricorda Miracle, “era abbastanza simile alla situazione odierna della Spagna”. Tuttavia, ammette che in Spagna il contenimento del virus può essere migliore e più rapido e non giungere alle misure estreme adottate in Italia. Si tratta, afferma, di andare di pari passo con le misure e le direttive delle autorità sanitarie del paese.

Miracle conferma che a livello di Conferenza Episcopale Tarraconense non è stato ancora deciso nulla. Ogni diocesi ha preso decisioni autonome. Il portavoce vede nel messaggio del presidente dell’Ordine dei medici di Barcellona, Jaume Padrós, un modello da seguire: “È un buon atteggiamento e pieno di buon senso” che Padrós esprime con tre p: proteggerci, proteggere il personale sanitario e proteggere i più deboli. “Mi riconosco in queste tre p – spiega Miracle – soprattutto in quella di proteggere i più deboli”. Ammette che la Chiesa “non andrà per conto suo” ma l’unica cosa che i sacerdoti non smetteranno di fare “è assistere i malati che lo richiedano”. Questo dev’essere molto chiaro: “Noi sacerdoti continueremo a stare accanto a chi richiede la presenza di un prete”. È una missione, afferma, che, succeda quel che succeda, “non dobbiamo smettere di fare, con tutte le precauzioni, evidentemente, ma andremo, come abbiamo sempre fatto, anche con altri tipi di malattie”.

E se c’è una categoria debole con questa pandemia è quella degli anziani. Miracle spiega che in questi momenti “possono rimanere sconfortati e isolati se non ci sono persone che li visitano. Dobbiamo vigilare perché non succeda”.

Martedì 10 marzo è giunta la notizia del primo caso di un cappellano contagiato a Barcellona. L’Arcidiocesi ha comunicato che il rettore delle parrocchie di S. Sebastiano e S. Maria Maddalena, nel quartiere del Verdum di Barcellona, è risultato positivo al Covid 19. Per questo è stato ricoverato e le persone che hanno avuto contatti diretti con lui, anche se non presentano alcun sintomo, restano a casa sotto osservazione medica per precauzione.