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(Jordi Llisterri-CR) A partire dall’11 maggio si potrà tornare a celebrare messe con la presenza dei fedeli ma la decisione finale dipenderà da ogni diocesi e in ultima istanza dal senso comune di ogni parroco e dei responsabili delle comunità religiose con culto pubblico. In ogni caso, viene prorogata la dispensa generale del precetto domenicale, soprattutto per gli anziani, i malati o in situazioni di rischio per evitare che escano. Al resto dei fedeli viene raccomandato di preferire la preghiera a casa e di continuare a seguire i riti attraverso i mezzi di comunicazione come è avvenuto dall’inizio della crisi. Di fatto, l’obbligo della partecipazione alla messa domenicale rimane soggetto all'assenza di una causa seria che giustifichi la scelta di altre forme di celebrazione.

A seguito delle diverse fasi di allentamento delle misure restrittive, la commissione esecutiva della Conferenza episcopale spagnola ha reso note una serie di raccomandazioni per tornare a celebrare il culto pubblico. Andare a messa non sarà come prima e si dovranno rispettare molte misure di prevenzione. I territori delle diocesi (che non coincidono con le province) che rientrano nella Fase 1 (il governo ha previsto riaperture progressive su base provinciale, ndt) potranno celebrare le messe dall’11 maggio con la presenza di fedeli pari a un terzo della capienza della chiesa, quando si passa alla Fase 2 con una capienza del 50%. Ma finché perdura la crisi o non sarà realizzato un vaccino si raccomanda di continuare a osservare le prescrizioni.

Non dovremmo vedere celebranti con la mascherina che invece è raccomandata ai fedeli. Si raccomanda di mantenere le porte delle chiese aperte per evitare di toccare manopole o maniglie. Si richiede che quando si aprono i tempi ci siano persone responsabili di far rispettare la capienza e la distribuzione ordinata dei fedeli durante l’entrata e l’uscita, evitando assembramenti di persone per mantenere la distanza di sicurezza. Si raccomanda anche di mettere a disposizione gel a base alcolica o disinfettanti simili. 

Modifiche anche alla liturgia. Alcune erano già in atto prima che si sospendessero le messe, come evitare il contatto fisico allo scambio della pace o svuotare le acquasantiere. Ma uno dei cambi principali che riguardano i fedeli sarà la risposta al momento di ricevere la comunione (“Il Corpo di Cristo” – “Amen”). Non si pronuncerà davanti al sacerdote ma in maniera collettiva prima di iniziare la distribuzione della comunione per evitare gocce di fluidi orali al moment di maggior vicinanza e davanti alle forme consacrate. Inoltre, si raccomanda ai sacerdoti più anziani o in situazioni di rischio di non distribuire la comunione. Per ora non ci sono indicazioni concrete sul ricevere la comunione in bocca o in mano ma prima del lockdown era consigliata la seconda opzione, soprattutto per proteggere i sacerdoti ed evitare possibili contagi.

I sacerdoti dovranno tenere il calice, la patena e le pissidi coperte durante la preghiera eucaristica, per evitare di contaminarle. Si dovranno disinfettare le mani prima di iniziare la consacrazione e di distribuire la comunione. Pertanto, il lavabo non avrà solo un significato liturgico.

Tra le altre indicazioni, evitare i cori parrocchiali e mantenere l’animazione musicale con solisti e alcuni strumenti. Non condividere fogli dei canti o qualsiasi oggetto di carta. Non passare il cestino delle offerte ma invitare i fedeli a offrire il proprio contributo all’uscita della messa, seguendo i criteri di sicurezza.

Tutte queste limitazioni rendono difficile prendere in considerazione celebrazioni affollate come battesimi, comunioni o matrimoni, se si vogliono fare con grande partecipazione familiare. Il criterio diocesano e di ogni sacerdote sarà decisivo per riprendere queste celebrazioni, più di una normativa generale.

E anche se si tornerà ad amministrare i sacramenti, si propongono nuove misure per evitare il contagio. Le confessioni vedranno sacerdoti e fedeli con le mascherine e a distanza di sicurezza. Pertanto, in uno spazio che assicuri la riservatezza. Per i battesimi, applicare il rito breve e fare in modo che l’acqua usata non venga recuperata. Nel caso di battesimi, cresime e unzione dei malati si raccomanda di ungere non con le mani ma con ovatta o bastoncini monouso, bruciandoli dopo la celebrazione. In tutti i casi, se ci sono diverse persone che ricevono il sacramento, curare la pulizia delle mani dopo ogni contatto.

Nei matrimoni gli anelli dovranno essere toccati solo dalla coppia. Nei funerali bisognerà mantenere la distanza sociale ed evitare quei gesti che comportano contatto fisico. Il tutto con un protocollo permanente di disinfezione di banchi, oggetti liturgici e della chiesa.

Infine, non saranno permesse visite culturali e turistiche finché non sia completata l’emergenza. Le riunioni parrocchiali dovranno seguire le indicazioni delle autorità sanitarie sulla limitazione di presenze in spazi pubblici.