Salta al contenuto principale
Autories
Imatge de l'autor
Nom
Cognoms
meditació-cristiana-igualada
Fotografia: Bernat Sellarès.

Ogni giovedì sera, la Scuola Pia di Igualada accoglie un gruppo di meditazione aperto a tutti, promosso dalla Comunità Mondiale per la Meditazione Cristiana

Ogni giovedì alle nove di sera, un'aula della Scuola Pia di Igualada si trasforma in uno spazio di silenzio condiviso. Non è un'attività educativa né una proposta riservata alle famiglie o agli studenti del centro, ma un gruppo di meditazione promosso dalla Comunità Mondiale per la Meditazione Cristiana (WCCM) che apre le porte a chiunque sia interessato. L'iniziativa, gratuita e aperta a tutti, nasce dal desiderio di avvicinare una pratica contemplativa radicata nella tradizione cristiana alla città di Igualada, senza richiedere alcuna adesione preliminare o identificazione religiosa specifica.

Dietro questo progetto ci sono diverse persone legate alla rete internazionale della WCCM che condividono la stessa convinzione: la meditazione è un dono che acquista significato quando viene vissuto anche comunitariamente. Per Bernat Sellarès, membro del gruppo, la forza dell'iniziativa non risiede tanto nel creare una nuova struttura organizzativa quanto nel offrire uno spazio stabile affinché le persone possano scoprire questa forma di preghiera. "La meditazione crea comunità, ma nel senso più aperto del termine", riassume.

Igualada, un'espressione locale di una comunità mondiale

La Comunità Mondiale per la Meditazione Cristiana è presente in decine di paesi e funziona attraverso una vasta rete di gruppi locali che si riuniscono periodicamente. A differenza di altri movimenti spirituali, la sua identità non ruota attorno a una struttura centralizzata, ma punta sull'esperienza concreta di queste piccole comunità sparse sul territorio. Infatti, il fondatore della comunità, il monaco benedettino John Main, sottolineava che "le comunità nazionali sono lo spazio dove questo mistero della fede è portato a fiorire nella vita e nel lavoro delle persone". In questi spazi, aggiungeva, "il dono trasformante della meditazione si trasmette in maniera semplice e vasta", e i meditatori ricevono sostegno lungo il loro cammino.

Secondo quanto spiega Sellarès, è proprio qui che la comunità ritiene che si realizzi il suo autentico battito spirituale. "Il battito della comunità mondiale sono queste comunità locali", afferma, spiegando che è in questi spazi che le persone condividono una stessa pratica contemplativa e si accompagnano reciprocamente nel cammino spirituale. Questo modo di intendere la comunità è stato il punto di partenza del gruppo di Igualada, quando diverse persone legate alla WCCM hanno deciso di portare questa esperienza nella città in cui vivono.

“Il battito della comunità mondiale sono queste comunità locali”

Tuttavia, Sellarès insiste che l'obiettivo non è mai stato quello di fondare una filiale locale con una propria identità o generare una nuova entità. "L'idea non è creare una comunità di Igualada. È condividere questo dono della meditazione con tutti coloro che si sentono chiamati, e questo crea comunità", spiega. Questa distinzione è importante perché, come sottolinea, far parte della Comunità Mondiale per la Meditazione Cristiana non implica iscriversi a nessun registro, pagare alcuna quota né assumersi impegni istituzionali. "Essere della Comunità Mondiale di Meditazione Cristiana non è altro che unirsi a un gruppo di meditazione cristiana", sintetizza.

La Scuola Pia apre le porte a una proposta per tutta la città

Quando i promotori del progetto hanno iniziato a cercare uno spazio dove riunirsi, la Scuola Pia di Igualada ha risposto favorevolmente alla proposta. Anche se il gruppo non fa parte del programma educativo del centro né costituisce un'attività didattica, la scuola ha assunto un ruolo attivo nella sua accoglienza, cedendo le strutture e contribuendo a divulgarlo attraverso i suoi canali di comunicazione.

"Ci hanno accolto a braccia aperte", ricorda Bernat Sellarès, che interpreta questo gesto come un'espressione della vocazione cristiana del centro. Questa ospitalità ha permesso di consolidare uno spazio settimanale stabile che non è riservato alla comunità educativa, ma che si rivolge esplicitamente a tutta la cittadinanza.

“Pratichiamo la meditazione come forma di preghiera nella tradizione cristiana, ma siamo aperti a chiunque voglia venire”

Il gruppo sottolinea particolarmente questa dimensione aperta della proposta. Anche se la pratica si iscrive chiaramente all'interno della tradizione cristiana e intende la meditazione come una forma di preghiera, i suoi responsabili rimarcano che chiunque può parteciparvi indipendentemente dalle proprie convinzioni religiose.

"Pratichiamo la meditazione come forma di preghiera nella tradizione cristiana, ma siamo aperti a chiunque voglia venire anche se non si identifica come cristiano o addirittura come credente", spiega Sellarès. Aggiunge che mantenere la propria identità spirituale non è incompatibile con un atteggiamento di accoglienza verso persone provenienti da altre confessioni o senza alcuna appartenenza religiosa.

Una pratica apparentemente semplice che richiede di imparare ad abitare il silenzio

Il centro di ogni incontro è una pratica contemplativa molto concreta: la ripetizione interiore di una sola parola per un tempo prolungato di silenzio. La parola tradizionale che utilizza la comunità è Maranatha, un'antica espressione aramaica legata ai primi cristiani che funziona come supporto della preghiera. Questa semplicità, però, non significa che la pratica sia facile da assumere.

"La meditazione è una pratica semplice, ma non facile", afferma Bernat Sellarès, che descrive con realismo l'esperienza delle persone che vi si avvicinano. Secondo quanto spiega, non appena una persona cerca di rimanere in silenzio appare immediatamente l'attività incessante della mente: ricordi, preoccupazioni, pianificazioni e ogni tipo di pensiero che interrompono l'attenzione.

"Iniziamo a immaginare il futuro, ricordare il passato, pensare che dobbiamo andare a fare la spesa o che dobbiamo andare a prendere i bambini", esemplifica. Per questo, l'esercizio della meditazione non consiste nell'eliminare i pensieri con la forza, ma nel tornare pazientemente una volta dopo l'altra alla parola di preghiera, permettendo che il silenzio diventi uno spazio di trasformazione interiore.

Le sessioni mantengono sempre una struttura molto austera che aiuta a concentrare l'attenzione su questa esperienza. Iniziano con una breve preghiera introduttiva, proseguono con il tempo principale di meditazione silenziosa e terminano con la lettura di un testo sapienziale, un nuovo momento di silenzio e una preghiera finale molto breve che chiude l'incontro.

Una spiritualità radicata nella tradizione benedettina e nei padri del deserto

La pratica promossa dalla Comunità Mondiale per la Meditazione Cristiana attinge profondamente alla spiritualità benedettina. Il suo fondatore, il monaco benedettino John Main, ha riscoperto questa forma di preghiera contemplativa ispirandosi all'esperienza dei primi monaci del deserto, specialmente negli scritti di Giovanni Cassiano, e questo lascito continua a vivere oggi grazie a figure come il benedettino Laurence Freeman, che ha contribuito a diffondere la comunità in tutto il mondo.

Diversi membri della WCCM vivono questo legame con la tradizione benedettina attraverso il percorso dell'oblazione, una forma di impegno spirituale ispirata alla Regola di san Benedetto senza far necessariamente parte di un monastero. È il caso dello stesso Bernat Sellarès, che attualmente è postulante oblate all’interno della Comunità Mondiale per la Meditazione Cristiana.

Per Sellarès, questo modo di pregare non rappresenta una novità contemporanea, bensì una riscoperta di una tradizione molto antica che si trova nelle stesse radici del cristianesimo. Ricorda che i padri e le madri del deserto già praticavano questa forma di preghiera silenziosa e che lo stesso Vangelo presenta Gesù che si ritira in luoghi appartati per pregare. Questa continuità storica è, secondo lui, uno degli aspetti che conferiscono solidità alla proposta.

La lettura che accompagna ogni sessione riflette anche questa ampiezza spirituale. Oltre ai salmi e ai vangeli, il gruppo di solito legge testi di grandi figure contemplative come san Giovanni della Croce, Giuliana di Norwich o Etty Hillesum. In alcune occasioni ricorrono anche a frammenti del Bhagavad Gita o delle Upanishad, non come una rinuncia all'identità cristiana, ma come un modo per riconoscere la saggezza contemplativa presente in altre tradizioni spirituali.

Un silenzio che tesse legami umani

I membri del gruppo insistono sul fatto che la meditazione cristiana non debba essere intesa principalmente come una tecnica di rilassamento o come uno strumento per ridurre lo stress, sebbene riconoscano che questi benefici possono apparire. La sua finalità è un'altra: approfondire una forma di preghiera che trasformi la persona dall'interno e permetta di sviluppare ciò che il Nuovo Testamento chiama i frutti dello Spirito.

"Non stiamo meditando per rilassarci", afferma Bernat Sellarès, che sostiene che la dimensione spirituale è inseparabile dalla pratica contemplativa. Secondo lui, gli effetti più significativi spesso emergono proprio al di fuori del tempo di meditazione, quando le persone iniziano a stabilire relazioni in un modo nuovo.

È qui che emerge il paradosso che dà senso al gruppo di Igualada: il silenzio condiviso finisce per generare una comunità reale senza che nessuno lo proponga esplicitamente. "Ci facciamo gli auguri per l'onomastico, ci scriviamo quando qualcuno perde un familiare o quando nasce un figlio. Questi legami nascono nel silenzio", spiega Sellarès. Questi piccoli gesti di cura quotidiana sono, per i partecipanti, l'espressione più tangibile di un modo di vivere la meditazione che trascende il tempo dell'incontro settimanale e diventa una vera forma di "essere comunità nel senso più generale del termine".

Persones

Us ha agradat poder llegir aquest article? Si voleu que en fem més, podeu fer una petita aportació a través de Bizum al número

Donatiu Bizum

o veure altres maneres d'ajudar Catalunya Religió i poder desgravar el donatiu.