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Fotografia: Vatican Media.
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Il papa Leone XIV ha celebrato questo martedì, 6 gennaio, la chiusura della Porta Santa. Con questo rito solenne, realizzato all'inizio dell'eucaristia, il pontefice ha messo fine al Giubileo del 2025, convocato sotto il motto della speranza.

La chiusura della Porta Santa ha segnato la conclusione di un anno giubilare che ha portato a Roma milioni di pellegrini provenienti da tutto il mondo. Durante questo periodo, fedeli di diverse culture e realtà hanno attraversato la soglia della basilica vaticana come segno di conversione, riconciliazione e ricerca spirituale, nel contesto di un anno considerato di grazia per la Chiesa cattolica.

Nella sua omelia, il Papa ha collegato il senso del Giubileo con il messaggio dell'Epifania, sottolineando che la manifestazione di Dio inaugura sempre una nuova tappa nella storia. Come ha spiegato, la rivelazione del Signore non lascia nulla intatto, ma "apre cammini di speranza e invita a guardare al presente e al futuro con un atteggiamento rinnovato".

Leone XIV ha riflettuto sul contrasto tra la gioia dei magi, che si mettono in cammino guidati dalla stella, e la paura che questa ricerca risveglia in Erode e nella città di Gerusalemme. "Questo contrasto aiuta a comprendere anche il senso del Giubileo, che può essere vissuto come un'opportunità di rinnovamento o, al contrario, come un'inquietudine di fronte al cambiamento che comporta", ha sottolineato.

La ricerca spirituale dopo l'Anno Giubilare

Una volta concluso l'Anno Giubilare, il pontefice ha posto l'accento sull'importanza della ricerca spirituale degli uomini e delle donne del nostro tempo. Leone XIV ha ricordato che milioni di persone hanno attraversato la Porta Santa durante il Giubileo e si è chiesto quale risposta abbia dato la Chiesa a questa ricerca, sia in termini di accoglienza che di testimonianza.

Il Papa ha rimarcato che la chiusura della Porta Santa non significa la fine del cammino iniziato durante il Giubileo. Al contrario, ha affermato che questo gesto simboleggia la necessità di portare fuori dalle mura del Vaticano lo spirito vissuto durante l'anno, trasformandolo in un impegno quotidiano all'interno delle comunità cristiane. In questo contesto, Leone XIV ha insistito che "le chiese, cattedrali e santuari, specialmente quelli che sono stati luoghi di pellegrinaggio giubilare, devono continuare a essere spazi vivi, capaci di trasmettere speranza, accoglienza e significato". Secondo lui, non possono diventare semplici monumenti, ma luoghi dove la fede si traduce in vita e relazione.

Il pontefice ha anche sottolineato che il Giubileo ha ricordato alla Chiesa che è sempre possibile ricominciare. Ha affermato che Dio continua ad agire nella storia, offrendo nuove opportunità e liberando le persone da situazioni di esclusione, paura e schiavitù, tanto antica quanto attuale. Infine, il Papa ha incoraggiato i fedeli a continuare a essere “pellegrini di speranza” dopo la chiusura della Porta Santa. Ha assicurato che la fedeltà di Dio non si esaurisce con la fine dell'Anno Giubilare e ha invitato "a mantenere vivo lo spirito di rinnovamento vissuto durante il 2025, come segno di una Chiesa aperta, in cammino e attenta alle necessità del mondo attuale".

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