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(Miquel Àngel Pérez) Dicono che era un bravo ragazzo, un po’ appassionato. Nel cimitero di Santa Coloma gli piazzarono quattro pallottole in petto e una in testa: aveva 19 anni. Quando lo ammazzarono, sembra che i sicari discussero tra loro, alcuni non erano d’accordo. Quel ragazzo non aveva mai creato problemi e sembra che risultò simpatico ai suoi carnefici. E in più, prima di essere ucciso li perdonò.

Joan Roig viveva a Masnou, lavorava in un negozio e la notte cercava di portare avanti i suoi studi. Era molto impegnato nella sua parrocchia e seguiva un gruppo di bambini e ragazzi. Sembra che la politica non gli interessasse, al contrario della situazione sociale del paese, molto deteriorata. Credeva che nel Vangelo ci fossero i pilastri di una società più giusta, e lo trasmetteva con passione. Gli toccò di vivere una brutta epoca, in un brutto posto, la Spagna degli anni Trenta. Anni di ambizioni frustrate e crimini imperdonabili.

Anche quelli che lo uccisero avranno avuto i suoi ideali però il clima di violenza e fuori controllo travolgeva tutto. Anche loro in seguito furono uccisi, con la stessa impunità con cui avevano agito a loro volta. Joan lo accusarono, sicuramente, perché non ha mai smesso di andare nelle chiese, neppure quando bruciavano. E visitava quelli che, nascosti, avevano paura.

Mentre lo portavano sul luogo dell’esecuzione, parlò della sua fede in Gesù ai suoi carnefici: questo li impressionò e in seguito lo ricordarono. Le sue ultime parole furono: “Che Dio vi perdoni, come io vi perdono”.

Quando finì la guerra, i vincitori si vantarono del loro cattolicesimo ma gli mancava il comandamento cristiano del perdono. Quei miliziani di Badalona vollero eliminare il corpo di Joan, e i vincitori il suo spirito.

Il 7 novembre sarà beatificato nella Sagrada Familia. Che il suo buon cuore sia un luogo di incontro.

 

*Miquel Àngel Pérez è parroco di Santa Coloma de Gramenet e di Sant Miquel Arcàngel de Singuerlín.