Il responsabile dell'azione pastorale del monastero reclama di preservare il culto e l'accompagnamento spirituale che vi si offrono, in seguito alla possibile espropriazione del cenobio da parte del Comune di Badalona
A seguito della notizia sulla possibile cambio di proprietà di Sant Jeroni de la Murtra da parte del Comune di Badalona, Jaume Aymar Ragolta, responsabile dell'azione pastorale del monastero per nomina del cardinale Joan Josep Omella e presidente della Fondazione Catalunya-Amèrica Sant Jeroni de la Murtra, difende la continuità dell'attività religiosa che vi si svolge: "Se si perdesse questo culto, se si perdesse questo servizio pastorale, in realtà si perderebbe anche una parte della sua essenza".
In un comunicato, i responsabili di Sant Jeroni de la Murtra fanno diverse richieste e precisazioni sul futuro del cenobio. Tra queste richieste si deve evidenziare la preservazione dell'azione pastorale, il rispetto dei diritti delle persone che vi abitano e lavorano e la contestualizzazione del termine "espropriazione" e della sua portata territoriale.
Attualmente, secondo il comunicato, nel monastero risiedono una ventina di persone di sette nazionalità: Camerun, Catalogna, Colombia, Gambia, Mauritania, Senegal e Cile. In questo contesto, il testo manifesta rispetto per l'autorità legittimamente costituita, ma chiede al contempo che questa autorità rispetti i diritti dei cittadini del quartiere di Canyet e delle persone che vivono e lavorano nel recinto di Sant Jeroni de la Murtra.
La chiave: preservare il culto e l'azione pastorale
In una conversazione con Catalunya Religió, Aymar ha sottolineato specialmente la continuità del culto e dell'attività pastorale. "Qui c'è culto da tempi immemorabili e noi vorremmo che ciò si mantenesse, perché crediamo che facciamo il servizio della Chiesa, che prosegue a Badalona", spiega.
Attualmente, nel monastero vengono celebrate eucaristie domenicali e diversi sacramenti, tra cui battesimi e matrimoni, sempre in coordinazione con la parrocchia di Sant Crist de Canyet. "Ci sono tutte le domeniche eucaristie, ci sono anche alcuni sacramenti che celebriamo, battesimi e matrimoni, sempre d'accordo con la parrocchia di Sant Crist de Canyet", precisa.
“Il monastero è stato pensato per dedicarlo a Dio, e sì, è un luogo di preghiera e di fede”
Il comunicato difende che questa attività pastorale, che include anche messe, battesimi, confessioni e l'attenzione ai pellegrini e romei, "proviene da tempi immemorabili" e ritiene che debba essere preservata. Aymar la collega direttamente con la natura del complesso: "Il monastero è stato pensato per dedicarlo a Dio, e sì, è un luogo di preghiera e di fede".
Per questo, di fronte alla possibilità che il futuro del recinto comporti modifiche negli usi attuali, il responsabile pastorale considera che preservare questa dimensione sia essenziale. "Se si perdesse questo culto, se si perdesse questo servizio pastorale, in verità si perderebbe anche una parte della sua essenza", afferma.
Uno spazio di silenzio e dialogo interreligioso
L'attività di Sant Jeroni de la Murtra non si limita, però, alle celebrazioni liturgiche. Il comunicato rivendica anche la funzione del monastero come spazio di silenzio, solitudine e riposo. In questo senso, difende che i cittadini di Badalona e di altri comuni circostanti, come Santa Coloma de Gramenet, Sant Adrià de Besòs, Alella o Tiana, possano continuare a trovare un luogo per il silenzio e la solitudine.
Il testo pone un'attenzione speciale sugli intellettuali e artisti e ricorda la volontà ecumenica che, secondo il comunicato, si sviluppa nel monastero dal 1972 e la dimensione interreligiosa che vi ha preso dal 1986. In questo contesto, Sant Jeroni de la Murtra dispone di otto celle per soggiorni di riposo e di una cappella dedicata al dialogo interreligioso.
Aymar spiega che vi si tengono anche incontri specifici di silenzio e preghiere interreligiose. "Durante l'anno si fanno preghiere interreligiose", segnala. Un'attività che, secondo quanto spiega, si completa con l'accompagnamento pastorale delle persone che cercano di fare un soggiorno di silenzio.
"Le persone che vengono a fare silenzio, vengono a fare silenzio, non vengono a parlare", spiega. Ma, se hanno bisogno di supporto spirituale, "se necessitano l'accompagnamento di un sacerdote o ricevere il sacramento della penitenza, naturalmente siamo aperti e lo facciamo".
Un monastero che non è mai rimasto vuoto
Aymar rivendica anche la continuità della presenza umana come uno degli elementi che hanno permesso di conservare Sant Jeroni de la Murtra dopo la scomparsa della comunità geronima. "La grande fortuna di Sant Jeroni, il grande vantaggio, è che non è mai rimasto abbandonato, c'è sempre stata presenza umana, da quando i monaci se ne sono andati", spiega.
Il monastero ha accolto successivamente massari, una colonia di villeggianti e lavoratori legati alle Acque del Llobregat. Questa occupazione continuativa, secondo Aymar, ha contribuito a evitare che il complesso rimanesse abbandonato. "C'è sempre stata presenza umana, e questo ha fatto sì che si mantenesse", afferma.
“non è mai rimasto abbandonato, c'è sempre stata presenza umana, da quando i monaci se ne sono andati”
Aymar ricorda a questo punto l'antico monastero di Sant Jeroni de la Vall d'Hebron, scomparso dopo essere rimasto vuoto. "L'altro era la Vall d'Hebron, che è scomparso proprio quando è rimasto vuoto", spiega. Invece, Sant Jeroni de la Murtra ha mantenuto una presenza continuativa, anche se l'edificio necessita di interventi di conservazione. "Con delle carenze, evidentemente, perché c'è molto da fare, ma non crolla", indica.
Accoglienza di persone vulnerabili
Il comunicato rivendica anche la dimensione sociale del monastero. Secondo il testo, Sant Jeroni de la Murtra accoglie da più di cinquant'anni persone vulnerabili e a rischio di esclusione sociale, che solitamente arrivano inviate da privati e, in alcuni casi, anche dalle amministrazioni.
In questo ambito, il comunicato ringrazia esplicitamente il supporto del Comune di Badalona, specialmente nei processi di regolarizzazione, tramite il personale dell'edificio municipale El Viver. Questo compito di accoglienza fa parte, secondo i responsabili del monastero, della tradizione di ospitalità che ha caratterizzato lo spazio.
Il testo pone così in evidenza una realtà attuale del cenobio che va oltre la sua dimensione patrimoniale: le persone che vi risiedono, le persone vulnerabili che vi sono state accolte e i diversi usi pastorali, spirituali, sociali e culturali che vi si sviluppano.
Conservazione del patrimonio e ricerca
Il comunicato ricorda ugualmente che i residenti a Sant Jeroni de la Murtra si occupano della preservazione dell'edificio dal 1972. In questo senso, afferma che dai primi anni si conserva documentazione sulle gestioni realizzate per fare in modo che il monastero fosse dichiarato Monumento Storico e Artistico, figura che attualmente corrisponde ai Beni Culturali di Interesse Nazionale (BCIN).
Questo compito di conservazione si completa con il lavoro della Fondazione Catalunya-Amèrica Sant Jeroni de la Murtra, costituita nel 1989 come fondazione privata soggetta al regime di fondazioni della Generalitat di Catalogna. Il comunicato spiega che la Fondazione dispone di spazi dedicati alla ricerca e divulgazione delle relazioni tra Catalogna e America.
Tra gli ambiti che vi si spiegano si trova la ricezione dei Re Cattolici a Cristoforo Colombo nel 1493, la figura di Ramon Paner e l'evoluzione delle relazioni tra Catalogna e America da quel momento fino all'attualità. Il testo valuta positivamente che il Comune di Badalona voglia continuare a scommettere su questa linea di ricerca e divulgazione.
La cura dell'ambiente
La difesa del complesso include anche il suo ambiente immediato. Il comunicato sottolinea che a Sant Jeroni de la Murtra ci si prende cura delle vigne tramite la cooperativa La Sargantana e degli orti tramite Conreu Sereny. Secondo il testo, queste iniziative hanno contribuito a frenare il degrado dell'ambiente del monastero.
Così, il comunicato presenta Sant Jeroni de la Murtra come uno spazio dove attualmente confluiscono diverse attività: culto e azione pastorale, accoglienza di persone vulnerabili, soggiorni di silenzio, dialogo ecumenico e interreligioso, ricerca storica, conservazione patrimoniale e mantenimento dell'ambiente agricolo.
Un luogo di memoria e sepoltura
Il testo ricorda anche la dimensione funeraria del monastero. Sant Jeroni de la Murtra è, secondo il comunicato, un luogo di riposo eterno da tempi immemorabili. Ci sono tombe antiche nel chiostro, nella chiesa conventuale, nella cappella di Claraesperança e nella cappella di San Sebastiano.
Il complesso dispone anche di due cinerari per le ceneri e ci sono persone sepolte o con le loro ceneri deposte ai piedi del mirto del chiostro e nel cortile d'onore. Il comunicato rivendica così la continuità di questa dimensione funeraria legata alla storia religiosa del monastero.
“L'unico monastero geronimo rimasto in Catalogna”
Per Aymar, la somma di queste dimensioni spiega il carattere singolare di Sant Jeroni de la Murtra. "È l'unico monastero geronimo rimasto in Catalogna", ricorda. La sua situazione attuale è, secondo lui, anche conseguenza del fatto che il complesso non è mai rimasto completamente vuoto.
Il comunicato reclama, in questo contesto, che qualsiasi decisione sul futuro di Sant Jeroni de la Murtra tenga conto di questa pluralità di usi e delle persone che attualmente vi vivono e vi lavorano. Al contempo, chiede che il dibattito sulla possibile espropriazione specifichi quale sia la sua portata territoriale e cosa implicherebbe per il complesso.
Per i responsabili del monastero, preservare Sant Jeroni de la Murtra significa, pertanto, non solo conservarne l'architettura, ma anche garantire la continuità delle attività che gli hanno dato vita durante gli ultimi decenni. Tra queste, Aymar colloca in un posto centrale l'azione pastorale: "È un luogo di preghiera e di fede".