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(Laura Mor –CR) Le violenti piogge che si sono abbattute tra martedì 22 e mercoledì 23 ottobre sulla Catalogna seminando morte e distruzione hanno spinto la cittadina di Espluga de Francolí a lanciare un appello ai volontari di fronte al disastro provocato dal nubifragio. Commossi di fronte alle notizie di morti e dispersi, alcuni parrocchiani hanno lavorato fianco a fianco con i volontari nelle opere di pulizia e recupero di questa cittadina della Conca di Barberà. “Come comunità cristiana manifestiamo tutta la nostra vicinanza a coloro che sono stati colpiti e siamo in sintonia con tutta la popolazione” ha detto il rettore della parrocchia S. Michele Arcangelo, padre Marcus Vinicius. “Siamo una comunità cristiana che prega ma anche che agisce” sottolinea. È il volto di una Chiesa che comprende questo momento di dolore e condivide le sofferenze del prossimo.

“Siamo rimasti molto impressionati e colpiti dai danni causati dall’acqua” spiega il rettore. Fino a quando non torni una situazione di normalità, padre Vinicius sottolinea la necessità di “praticare un servizio di cooperazione e di fare squadra”. Come si traduce questo in chiave di comunità cristiana? Secondo il sacerdote, in presenza e disponibilità: “Come cristiani siamo presenti con la preghiera però anche con le necessarie azioni concrete”. I primi interventi sono serviti a ripristinare un minimo di viabilità, cosa che ha significato immergersi nel fango per rimuovere alberi caduti e ogni genere di oggetti trascinati nelle strade dall’alluvione. “Con questo lavoro di pulizia, la comunità cristiana di Espluga ha mostrato affetto e impegno a favore delle persone più colpite” conclude padre Vinicius.

L'Arcivescovato di Tarragona ha diramato una nota in cui esprime solidarietà a tutte le persone danneggiate dall'alluvione e alle famiglie dei dispersi. Ringrazia anche per "il gran lavoro che molti volontari e le autorità pubbliche hanno fatto per ripristinare, per quanto possibile, la normalità nelle zone colpite"

Sempre nell’Arcipretura della Conca di Barberà le forti piogge hanno danneggiato la chiesa di S. Pietro di Savallà del Comtat. “Si è staccato un cornicione del campanile ed è crollato sul tetto sfondando la cupola del presbiterio, finita sull’altare” spiega il rettore Joan Francesc Amigó. La chiesa è chiusa e ora bisognerà trovare un altro luogo per celebrare la Messa domenicale. Padre Amigó sottolinea la volontà di ricostruire la chiesa ma ammette che sarà un iter lungo e complesso: “Dovremo parlare con i fedeli per vedere come gestire la cosa e cercare un locale in cui fare le celebrazioni”.

Anche a Montblanc l’esondazione del fiume Francolí ha causato molti danni. La scuola diocesana di Madre di Dio della Serra è rimasta chiusa per consentire di rimuovere l’acqua e il fango che l’hanno invasa. Danni anche al monastero di Poblet, rimasto senza acqua, luce, telefono e internet e pertanto chiuso dai monaci che hanno parlato di “situazione catastrofica” intorno al monastero e nella comarca di Conca di Barberà.