Concludiamo questo 2025 concentrandoci su un grande anniversario. Ora sono passati 375 anni da quando 5 monache da Béziers, in Francia, arrivarono a Barcellona con un obiettivo: fondare una scuola per ragazze, il Collegio Lestonnac. Parallelamente, anni prima del loro arrivo nel 1650, Santa Giovanna Lestonnac aveva fondato nel 1607 la congregazione della Compagnia di Maria con lo stesso obiettivo: offrire un'educazione di qualità alle ragazze. Oggi, quasi quattro secoli dopo, il Collegio Lestonnac di Barcellona è la scuola più antica della Catalogna, una testimonianza viva dell'impegno nell'educazione che ha attraversato secoli di storia.
La celebrazione di questo anniversario è stata particolarmente significativa per tutta la comunità educativa. Alex Pina, studente dell'ultimo anno di liceo della scuola, lo riassume così: “È un anno importante da celebrare, perché molti studenti ci sono passati nel corso degli anni ed è anche necessario riconoscere le religiose, i professori e tutti quelli che hanno contribuito a formare questa scuola”. Una memoria collettiva che collega generazioni e rafforza il senso di appartenenza.
“Giovanna Lestonnac è stata una precorritrice del suo tempo, una buona umanista”
Questo filo storico nasce con la figura di Santa Giovanna Lestonnac, che ancora oggi interroga il presente. La sorella Maria Josep Dach, religiosa della Compagnia di Maria, ricorda che “è stata una precorritrice del suo tempo, una buona umanista che già vedeva che la donna era indispensabile per l'educazione dei figli”. In un contesto segnato dalle tensioni religiose del XVII secolo, Lestonnac individuò una grave mancanza: “I genitori cattolici che volevano educare le figlie nella loro fede non avevano mezzi e dovevano portarle in scuole calviniste, con il pericolo che ciò comportava”.
Dalle aule attuali, questa eredità è vissuta con emozione. Lucia Rameri, studente dell'ultimo anno di liceo della scuola, spiega che l'anno del 375º anniversario “è stato molto emozionante, perché pensare che una scuola si mantenga per 375 anni non è affatto facile”. Sottolinea anche il valore simbolico della continuità: “Ci sono ancora monache nella scuola, e questo è molto forte, perché non è una realtà molto presente oggi giorno”.
“Ci sono ancora monache nella scuola, e questo è molto forte”
Il progetto educativo di Santa Giovanna Lestonnac non è stato facile da attuare. Come spiega Dach, “lei voleva fare come i gesuiti per educare le ragazze, ma poiché era donna le fu imposta la clausura”. Lontano dal rinunciarvi, ideò una soluzione innovativa: “inventò la formula degli edifici per poter conciliare l'educazione con la stretta clausura che le imponevano”. Una capacità di adattamento che definisce anche le cinque fondatrici che arrivarono a Barcellona nel 1650.
Questo spirito è ciò che molti studenti ancora percepiscono oggi. “Dico sempre che questa scuola è come casa mia”, spiega Pina, sottolineando che il valore del Lestonnac “non è solo che sia la più antica, ma i valori e l'accompagnamento che ci offrono”. Un'idea che rafforza l'esperienza quotidiana della scuola come spazio di crescita personale.
La sorella Maria Josep mette in evidenza il coraggio di quelle prime monache: “Vennero in un paese straniero, in mezzo a guerra, peste e fame, senza conoscere la lingua, ma niente le fermò”. Per questo, afferma, “per noi sono un esempio di passione evangelizzatrice”, un’eredità che ancora oggi ispira l'opera educativa.
“Dico sempre che questa scuola è come casa mia”
Per gli studenti, far parte di questa storia è un privilegio. “È molto forte studiare nella scuola più antica della Catalogna”, afferma Lucia Rameri, aggiungendo: “Ci passo più tempo che a casa mia, e sapere tutto quello che c'è dietro aggiunge ancora più valore all'affetto che già le porto”.
Dopo una vita intera dedicata all'educazione, la sorella Maria Josep lo riassume con semplicità: “La Compagnia di Maria mi ha dato tutto; sono stata molto felice vivendo il carisma di Giovanna Lestonnac”. Con 375 anni di storia, il collegio Lestonnac di Barcellona continua a dimostrare che educare, ieri come oggi, è un atto di visione, coraggio e impegno per il futuro.