Questo mercoledì scorso è iniziato nell'Aula Magna dell'Ateneu Universitari Sant Pacià il Congresso Internazionale Gaudí: arte, bellezza, mistero, il primo dei grandi eventi dedicati alla figura di Antoni Gaudí nell'ambito dell'anno commemorativo. Durante tre giorni, esperti di vari settori hanno messo in dialogo architettura, pensiero, liturgia, natura e modernità con l'obiettivo di approfondire la rilevanza dell'opera di Gaudí.
Il congresso ha offerto una visione globale della figura del genio di Reus, oltre la sua dimensione strettamente artistica, con un'attenzione speciale al suo aspetto spirituale e religioso, che ha occupato un posto centrale nelle diverse sessioni.
Ravasi ha definito la Sagrada Família come "poesia in pietra"
La relazione inaugurale è stata tenuta dal cardinale Gianfranco Ravasi, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura del Vaticano, con la conferenza intitolata "Fede, bellezza, arte". Nel suo intervento, Ravasi ha proposto una lettura teologica della Basilica della Sagrada Família, che ha definito come una fede "cristallizzata" e come "un forziere di teologia e fede popolare, di bellezza e di significato liturgico".
Il cardinale ha ricordato che Gaudí, nato a Reus nel 1852 in una famiglia di artigiani, ha vissuto un'esistenza segnata da una intensa ricerca artistica e una fede profonda, fino al punto che il suo processo di beatificazione era in corso. Secondo Ravasi, la basilica barcellonese non era una semplice accumulazione di elementi architettonici, ma lo sviluppo organico di un'idea dinamica ispirata alla crescita degli esseri viventi.
In un tono autobiografico, ha evocato la sua visita alle terrazze del tempio nel 2010, nel quadro del "Cortile dei Gentili", poco prima della dedicazione della basilica da parte di Benedetto XVI. Da allora —ha osservato— il profilo di Barcellona era cambiato con l'ascesa delle nuove torri, configurando uno skyline segnato dalla verticalità e dal simbolismo.
Ravasi ha sottolineato che l'itinerario iconografico del tempio seguiva i grandi misteri della vita di Cristo —Natività, Passione e Gloria— e culminava in una sintesi tra cielo e terra espressa nelle torri e nello spazio della navata. "Fare della terra una patria celeste", ha affermato, era la chiave del progetto gaudiniano: un canto di lode che si innalzava dal cuore della città, "poesia in pietra".
Cultura, liturgia e pensiero
Dopo la conferenza inaugurale, la professoressa emerita dell'UB Mireia Freixa ha approfondito il contesto culturale e politico di Gaudí, mentre la professoressa Chiara Curti (AUSP) ha offerto una lettura storica del recinto della Sagrada Família come spazio di vita e di lavoro ai tempi dell'architetto.
Le giornate sono continuate con relazioni dedicate al rapporto tra Gaudí e la liturgia, la sua contemplazione della natura come "libro" della creazione, la proiezione culturale della sua opera a Maiorca e la sua influenza sull'architettura contemporanea. Il congresso si è concluso con una riflessione sull'itinerario mistico dell'architetto e con un concerto d'omaggio alla cripta della Sagrada Família.
Con questo congresso, l'Ateneu Universitari Sant Pacià ha voluto contribuire a una comprensione più profonda e trasversale della figura di Antoni Gaudí, mostrando come la sua opera continui a essere uno spazio di dialogo tra fede, cultura e bellezza nel cuore di Barcellona.