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(CR) Per la prima volta un vescovo della Catalogna presiederà la Conferenza episcopale spagnola. L’arcivescovo di Barcellona, cardinale Joan Josep Omella, è stato eletto martedì mattina. L’elezione come presidente della CEE è avvenuta durante l’Assemblea Plenaria dei vescovi in corso dal 2 al 6 marzo a Madrid. Omella subentra al cardinale arcivescovo di Valladolid Ricardo Blázquez.

“Una Chiesa in uscita molto a contatto con la società”. Questo il messaggio trasmesso ai mezzi di comunicazione nella sua prima apparizione pubblica fatta martedì 3 marzo appena eletto. “Non possiamo servire la Chiesa e la società se non le amiamo” ha sottolineato per trasmettere un messaggio di collaborazione e non di contrapposizione, ricordando le parole di papa Francesco. È la stessa idea che ha ripetuto quando gli hanno domandato delle relazioni con il governo spagnolo o la sua posizione sul “proces” indipendentista: “Sulle questioni delicate occorre sempre cercare le vie della convivenza, costruire ponti: bisogna comprendersi perché scontrarci porta sempre dolore”. Di fronte alle iniziative legislative su educazione, fisco o eutanasia ha affermato che “tutti siamo al servizio del bene comune” e che “con il dialogo possiamo collaborare perché tutti siamo necessari”. Con queste dichiarazioni e qualche battuta con i giornalisti, Omella ha rimarcato un tono lontano dalla contrapposizione. E ha citato l’Evangelii Gaudium per sottolineare che “dobbiamo ritrovare questa allegria nella Chiesa Cattolica”.

Omella è stato eletto in seconda votazione con 55 voti su 87, distanziando l’arcivescovo di Oviedo Jesús Sanz Montes, un profilo più conservatore e “belligerante”. L’arcivescovo di Madrid, il cardinale Carlos Osoro, è stato eletto vicepresidente della CEE.

In base ai nuovi statuti, il presidente rimane in carica per quattro anni. Il prossimo anno Omella compirà 75 anni e dovrà presentare la rinuncia alla guida della diocesi ma questo incarico lascia supporre una proroga.

Joan Josep Omella è nato il 21 aprile 1946 nel paese di Queretes, situato nella Franja (la zona di confine tra Catalogna e Aragona, ndt) in provincia di Terol e arcidiocesi di Saragozza. Al momento della sua nascita la sua parrocchia faceva ancora parte della diocesi di Tortosa e il catalano era la sua lingua materna, sebbene non abbia avuto alcun genere di vincolo con la Chiesa catalana fino al suo arrivo a Barcellona. Ha studiato nel seminario di Saragozza e nel Centro di Formazione dei Padri Bianchi a Lovanio e Gerusalemme. Fu ordinato sacerdote diocesano a Saragozza nel 1970 ed è stato in diverse parrocchie e un anno come missionario in Zaire. Dal 1990 al 1996 fu vicario episcopale durante il mandato di Elias Yanes e nel 1996 fu nominato ausiliare di Saragozza. Nel 1999 divenne vescovo di Barbastro-Monsó e nel 2004 della diocesi di Calahorra e La Calzada-Logroño.

Omella ha cominciato ad essere considerato un vescovo di spicco dell’episcopato spagnolo quando a sorpresa nel novembre 2014 Papa Francesco lo nominò membro della Congregazione per i Vescovi, uno dei dicasteri vaticani più importanti che gestisce, tra l’altro, le nomine dei vescovi di tutto il mondo. Un anno dopo fu resa pubblica la sua nomina per rilevare il cardinale Martínez Sistach. Nel 2017 il Papa ha rinnovato il suo incarico nella Congregazione per i Vescovi e nel dicembre dello stesso anno lo ha nominato membro del Tribunale Supremo della Signatura Apostolica. Nella CEE è stato presidente della Commissione episcopale di Pastorale sociale. Nella plenaria del 2017 fu eletto membro del Comitato esecutivo della Conferenza.

 

 

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