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(URC) L’Unione dei Religiosi della Catalogna (URC) ha messo a disposizione delle amministrazioni tutto ciò che ritengano opportuno e sia nelle loro possibilità durante il confinamento per il coronavirus.

Le oltre 100 congregazioni religiose che si riuniscono nell’URC hanno una capillare presenza sul territorio attraverso i loro servizi educativi, assistenziali, sanitari, sociali, culturali e religiosi. Perciò l’URC ha creato una Rete delle Congregazioni per accogliere le richieste che si vanno presentando. L’offerta di collaborazione è stata presentata al presidente della Generalitat, ai ministeri della Salute, degli Interni e degli Affari sociali della Catalogna, ai sindaci delle principali città catalane, alla Federazione e all’Associazione dei Comuni, alla Croce Rossa e alla Protezione civile.

L’URC ha messo a disposizione un numero telefonico e un indirizzo mail per raccogliere i bisogni e le richieste. Attraverso la Rete si coordineranno le risposte che possono dare le congregazioni religiose e si faciliterà il contatto con le associazioni che possono offrire i loro servizi e le strutture necessarie.

Oltre a questa disponibilità, dall’inizio dell’emergenza molte congregazioni stanno coordinando i propri centri ospedalieri e il personale, i centri di accoglienza, le residenze e le scuole con le autorità. Le religiose, i religiosi e quanti sono legati alle loro comunità stanno partecipando attivamente alle iniziative di supporto, come accompagnamento telefonico, aiuto nella spesa e nei pasti per le persone sole.

L’URC è la conferenza dei superiori e delle superiori maggiori degli Istituti di vita consacrata e Società di vita apostolica presenti nelle diocesi catalane. Attualmente in Catalogna ci sono circa 6.000 religiosi (1.700 uomini e 4.300 donne) che vivono in oltre 600 comunità e monasteri.