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Catalunya Religió Mer 13/07/2022
Convegno Sant'Egidio

(Exaudi) A distanza di sette anni dal primo incontro celebrato nel marzo 2015, è stato riallacciato il filo del dialogo tra cattolici e sciiti grazie alla Comunità di S. Egidio. Sono stati due giorni intensi di confronto e dialogo, quelli che si sono svolti nella sala conferenze di via della Paglia sul tema “Cattolici e sciiti davanti al futuro”. Quattro sessioni che hanno visto protagonisti, tra gli altri, i cardinali Louis Raphaël I Sako, patriarca di Baghdad dei Caldei, e José Tolentino De Mendonça, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa, e l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita. Il professor Armand Puig, rettore dell’Ateneo Sant Pacià di Barcellona, ha parlato anche alla riunione.

Il convegno è stato aperto dalle relazioni di Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, e di Jawad Al-Khoei, segretario generale dell’Imam Al-Khoei Institute. L’obiettivo era quello di riprendere e rinsaldare il dialogo dopo lo storico incontro tra Papa Francesco e il Grande Ayatollah Al-Sistani a Najaf del marzo 2021. Si è così parlato di valori umani condivisi, a cominciare dalla famiglia e dall’educazione dei giovani, responsabilità nella comunità religiosa contemporanea, di modelli di pensiero e dell’incontro tra generazioni, del contrasto alla droga e all’estremismo religioso.

E forse è opportuno partire dalla fine, dalle conclusioni tratte dallo stesso Riccardi e da Zaid Bahr Al-Uloom, direttore dell’Accademia Al-Balagha, Istituto Imam Al-Khoei, per dare un’idea delle opportunità che potrebbero scaturire dai lavori di questi due giorni. Al-Uloom ha chiarito che “dialogo non vuol dire fusione delle religioni ma capirsi a vicenda” e che “la guerra alle religioni mette musulmani e cristiani nella stessa trincea”. E ha poi ripreso due proposte, molto concrete, che hanno trovato favorevole accoglienza da parte sia di Riccardi che del patriarca Sako. La prima è l’istituzione di una commissione permanente tra cattolici e sciiti che affronti tematiche comuni in cui collaborare. La proposta è arrivata da Jawad Al-Khoei. La seconda è la convocazione del terzo incontro in Iraq, a Najaf (e Riccardi ha aggiunto anche Baghdad).

Il fondatore di S. Egidio ha ripreso un’espressione del cardinale Sako: “Dialogo è condividere il pane”. Scherzando, ha affermato di preferire il dolce: “La felicità è una torta che si mangia insieme, altrimenti è amara”. Ma sono stati diversi i temi su cui si sono soffermati i relatori. Tra i più importanti, la cittadinanza. Riccardi ha ricordato che questo significa riconoscere diritti, doveri e libertà, non semplice tolleranza. Una posizione espressa anche da Sako, che ha ricordato come “purtroppo, negli ultimi anni, nella nostra regione e in altre, si è diffusa la mentalità estremista che incita all’odio e alla violenza ‘in nome della religione’. Questa ideologia va contro la volontà di Dio che ci ha creati diversi”.

Il tema della libertà è stato un altro di quelli centrali. Il professor Armand Puig, rettore dell’Ateneo Sant Pacià di Barcellona, ha ricordato che “Dio sceglie di lasciare libero l’uomo perché ha fiducia in lui. Ha creduto in noi prima che noi credessimo in Lui. L’inizio del XXI secolo sembra una traccia continua di fallimenti enormi”. Dalle guerre con massacri senza fine alla strage di migranti, alla pandemia di Covid che ha visto migliaia di persone morire in solitudine. “Eppure, non è la storia che Dio ha pensato per i suoi figli, non è il sogno di pace che i figli di Abramo vogliono condividere. Il futuro dell’umanità non può essere una condanna”. Occorre riflettere “su un modello di pensiero da trasferire alla vita concreta”.

Un modello che Mendonça ha in qualche misura proposto partendo dal Vangelo di Luca e dagli Atti degli Apostoli, parlando dell’ospitalità. Il cardinale ha sottolineato come i testi sacri presentino costantemente “un modello predisposto alla diversità, con una visione sorprendentemente nuova”. Un’ambivalenza che si rivolgeva al mondo giudaico e a quello greco: “apertura, accoglienza, ospitalità” dimostrano che il cristianesimo “è stato plurale fin dalle origini”.

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