Voleu rebre les notícies?

Subscriviu-vos al butlletí gratuït

Galleria di immagini

(Segretariato interdiocesano di catechesi di Catalogna e Baleari) Il seminario di Vic ha accolto lo scorso fine settimana un momento di formazione per interrogarsi sul nuovo itinerario di iniziazione cristiana proposto dal Segretariato interdiocesano di catechesi di Catalogna e Baleari (SIC). Quasi 280 catechisti, formatori, responsabili e delegati della catechesi hanno partecipato alle dodicesime Giornate di formazione per catechisti, provenienti da 13 diocesi: le dieci della Catalogna oltre a Mallorca, Menorca e Valencia. “La catechesi deve esser una spinta al rinnovamento parrocchiale” ha detto nel suo saluto il direttore del SIC Joan Àguila. La nuova proposta nasce da una constatazione: “È in gioco la vita stessa della parrocchia: una parrocchia che non educa nella fede ben presto è condannata a scomparire”. Per questo “la catechesi sarà un pretesto per attuare un grande rinnovamento parrocchiale”.

Mons. Antoni Vadell, vescovo responsabile della catechesi per Catalogna e Baleari, ha insistito, a sua volta, sull’importanza di comprendere “il criterio” di quella che considera “una proposta di massima”. Poi, bisognerà che i catechisti rispondano alle domande generate dal nuovo metodo con ogni delegazione diocesana. “La prudenza molte volte nasconde la paura” ha detto il vescovo riguardo alle resistenze al cambiamento. “Abbiamo paura di uscire, di osare nell’offrire la vita di Gesù. Dobbiamo scoprirlo e assaporarlo per poterlo abbracciare”. In questo senso, ha chiesto ai catechisti di “confidare nei genitori che si interessano alla vita dei propri figli” comprendendo soprattutto che “questo non è un affare tuo o mio, è la proposta del Signore”.

Dopo un lavoro di analisi e riflessione, il SIC ha presentato le novità sviluppate in aspetti concreti, tra i quali: abbinare la catechesi alla Messa domenicale; ritardare l’età del sacramento della Comunione e passare da due a tre anni la preparazione; coinvolgere i genitori in chiave di catechesi familiare; creare spazi di gruppo e lavorare in equipe; lavorare con attenzione individuale attraverso un diario spirituale; offrire un incontro conviviale festivo ai genitori in collaborazione con altri membri della comunità cristiana. Accanto al nuovo metodo ci sarà un rinnovato materiale per il catechismo. “Ci dicono che il materiale non funziona, che non lo capiscono e abbiamo preso il toro per le corna” ha detto Àguila. I nuovi sussidi, realizzati in collaborazione con l’editrice salesiana Edebé, saranno disponibili in primavera.

Tra Catalogna e Baleari si calcola che circa 500 persone dedichino volontariamente una parte del loro tempo a trasmettere la fede a bambini e ragazzi. La maggioranza sono laici, soprattutto donne.