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(CR)  Questa settimana, coincisa con la celebrazione del Corpus Domini, le Caritas della Catalogna hanno reso note i loro report del 2020. Un anno segnato dalla pandemia in cui le associazioni diocesane hanno visto aumentare la popolazione assistita, soprattutto nei servizi di copertura delle necessità basilari. Diverse diocesi affermano che è aumentato notevolmente il numero delle persone assistite che non avevano mai ricevuto tali aiuti.

In totale, 167.411 persone hanno ricevuto il sostegno delle Caritas diocesane della Catalogna. Nel dettaglio, 35.229 persone a Barcellona, 32.905 a Terrassa, 29.915 a Girona, 21.329 a Tarragona, 18.460 a Sant Feliu de Llobregat, 16.000 nelle diocesi di Lleida, Urgell e Solsona, 8.534 a Tortosa e 5.039 a Vic.

Dall’arcidiocesi di Tarragona fanno sapere che una delle frasi più ascoltate nelle Caritas è stata “non avrei mai pensato di fare la fila alla Caritas”. Tutte le Caritas catalane hanno visto crescere il numero di persone assistite. La crisi sociale derivata dalla pandemia ha avuto effetti devastanti su tutto il territorio.

Questo ha spinto le associazioni della Ciesa a concentrare la loro attività nella copertura dei bisogni basilari. Prima di tutto l'alimentazione ma anche le utenze, l'affitto o il sostegno economico per assicurare il minimo vitale. L'azione sociale delle comunità cristiane si è rivolta in particolare agli anziani, una delle categorie più colpite dalla situazione sanitaria.

Alla presentazione del rapporto nella diocesi di Girona il vescovo Francesc Pardo ha fatto un appello ad “affrontare il 2021 con entusiasmo, coraggio e speranza, concentrati sull'accompagnamento delle persone che più stanno soffrendo”. Secondo gli esperti la situazione sociale, però, impiegherà ancora mesi, e potrebbero essere anni, a tornare alla normalità. Una dinamica che rende ancora più essenziali le associazioni che aiutano le persone a maggior rischio di esclusione sociale.