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(CR)  Quattro cappellani imprigionati durante la dittatura franchista nel carcere dei sacerdoti di Zamora tornano a visitarlo per raccontare la loro esperienza. È il documentario basco 'Apaiz Kartzela' (“Il carcere dei preti”).

Il documentario, diretto da David Pallarès, racconta la storia di questo carcere aperto tra il 1968 e il 1976 al quale diversi preti furono condannati, in alcuni casi, a più di dieci anni per aver denunciato la repressione franchista durante le loro Messe. Fu proprio Franco che, utilizzando il Concordato firmato con il Vaticano, creò questa prigione concordataria; l'unica al mondo per i religiosi. Il documentario racconta il viaggio reale a cui furono sottoposti 53 religiosi di Madrid, Galizia, Catalogna e Paesi Baschi nel loro trasferimento forzato in questo penitenziario. Il documentario, che vede protagonisti per lo più preti baschi, dà voce anche ad alcuni sacerdoti catalani.

Nonostante le difficoltà per realizzarlo, il documentario è stato girato nello stesso carcere concordatario di Zamora, attraverso il quale sono passati quasi un centinaio di sacerdoti. Sebbene la stragrande maggioranza provenisse dai Paesi Baschi, dalla Catalogna provenivano gli scolopi Francesc Botey, Lluís Maria Xirinachs, Josep Maria Garrido e Eduard Fornés e il gesuita Andreu Vila. Presenti anche Mariano Gamo e il gesuita Garcia Salve di Madrid; Vicente Couco di Ferrol; e Carlos Garcia Huelga dalle Asturie.

I catalani Josep M. Garrido, Eduard Fornés e Andreu Vilá vi entrarono nel dicembre 1969. A quel tempo c'erano 22 sacerdoti imprigionati e tra loro alcuni dovettero comparire nel processo di Burgos che ebbe luogo nel dicembre 1970. Per due di loro fu chiesta la pena capitale. Il Vaticano, attraverso il cardinale Villot, Segretario di Stato di Paolo VI, rinunciò al privilegio concordatario di tenere processi a porte chiuse per i sacerdoti. Il processo di Burgos si svolse a porte aperte alla presenza di osservatori e giornalisti.