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(Lucía Montobbio –CR)  “Siamo Cristiani” è un progetto di Chiesa domestica fondato da famiglie cristiane che cercano di trasmettere la fede ai propri figli. È attivo da un anno, all’inizio in forma presenziale, con le preghiere organizzate nell’oratorio di casa della famiglia Garí-Cano. In seguito alla pandemia, però, si è spostata tutta l’attività sul piano virtuale e questo ha permesso l’incremento esponenziale delle famiglie partecipanti.

Xavier Garí, promotore dell’iniziativa, spiega che all’inizio erano una trentina di famiglie. Ora, dopo un anno di confinamento e limitazioni della mobilità, sono molte di più quelle che partecipano, in diversi punti della Catalogna. Sono presenti anche su Twitter, Facebook e Instagram. “Se è vero che il Covid-19 ci ha fatto perdere occasioni di incontro fisico con la comunità cristiana, in chiesa, nei gruppi di fede, in parrocchia, è vero anche che ce le siamo reinventate, ci siamo messi sotto con l’attività on line e con le possibilità offerte dagli strumenti virtuali, e questo ha fatto sì che iniziative come la nostra abbiano ricevuto un’ottima accoglienza, non mi aspettavo questa crescita così rapida”.

Di proposte ce ne sono diverse, tutte aperte e gratuite; la partecipazione inoltre è libera e senza alcun impegno di regolarità o di permanenza. “Comprendono preghiere virtuali per adulti, preghiere virtuali in famiglia, spazi per dialogare su questioni di attualità in prospettiva cristiana, per approfondire le esperienze di fede, e ancora cineforum cristiani, gruppi di lettura, volontariato in famiglia, pellegrinaggi in luoghi santi attualmente chiusi, spazi per approfondire la figura di Gesù e anche la Scuola di Fede in Famiglia”. Quest’ultimo è uno spazio per la riflessione e il dialogo sulla trasmissione della fede ai figli, obiettivo principale di “Siamo Cristiani”.

Bea Fernández, avvocato, e Carles Plana, professore di scuola secondaria, parlano della loro esperienza. Sono sposati e hanno tre figli, di 12, 9 e 7 anni. “Noi non siamo tra le famiglie ‘pioniere’ del progetto, ci siamo aggregati in maniera continuativa durante il confinamento dello scorso anno, partecipando alla proposta dei gruppi di preghiera in famiglia ‘PregaFamily’ e come famiglia siamo ormai abituati a partecipare ad altre attività, come le Pasque Familiari o le iniziative della parrocchia del quartiere. ‘Siamo Cristiani’ ci offre un’attività complementare molto utile soprattutto perché le attività virtuali ci permettono di partecipare tutti e cinque contemporaneamente in uno spazio comodo e intimo come casa nostra e il format è semplice, l’esperienza è molto positiva, ci aiuta molto a vivere la fede con i bambini, che è proprio quello che cerchiamo”.

Le famiglie partecipanti hanno in comune il senso di appartenenza alla comunità cristiana. “Viviamo con fede tutto quello che ci succede, ciò che è allegro e ciò che è triste e da questa prospettiva riceviamo luce, troviamo senso, comprendiamo la vita… tutto grazie alla fiamma che ci hanno passato i nostri genitori e che ora vogliamo trasmettere a nostra volta; inoltre troviamo importante rendere normale la religiosità: oggi sembra che sia strano essere cristiano, il fatto di poterlo condividere con altre famiglie consente che i nostri figli vedano che ci sono altre persone che hanno le stesse abitudini, costumi, credenze” afferma Garí e Fernández aggiunge: “In alcuni ambienti quando dici che sei cristiano, puoi trovarti di fronte a frasi stupite tipo ‘sei cristiano? In questi tempi sei cristiano?’ e allora è quando capisci l’importanza di vivere la fede in modo naturale e spiegare ai figli che per viverla non servono grandi assemblee, grandi dichiarazioni, che si può vivere quotidianamente in maniera semplice, che l’esperienza della fede ci aiuta a crescere e a interpretare l’ambiente in cui ci muoviamo”.

La sfida che Fernández vede per “Siamo Cristiani” è che “continui ad avere un format semplice che riesca ad arrivare ugualmente a tutte le generazioni, adulti, giovani e bambini; spesso è complicato trovare messaggi che interessino contemporaneamente più di una generazione e che poi questo messaggio si possa condividere tra le differenti generazioni che formano la famiglia. ‘Siamo Cristiani’ riesce a farlo e diventa un’esperienza che il bambino o il ragazzo condividono con genitori e fratelli”.

“In un periodo convulso come quello che stiamo vivendo – conclude Garí – pieno di incertezze, di chiusure, pregiudizi, superficialità, che ci possono portare allo scoraggiamento, è importante che non perdiamo la connessione con Dio, la fede, che ci sprona con il messaggio di salvezza e di amore di Gesù”.