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(Conferència Episcopal Tarraconense)  La basilica di S. Maria del Mare ha ospitato lunedì la celebrazione ecumenica in occasione della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. La celebrazione è stata presieduta per la prima volta dal nuovo vescovo ausiliare di Barcellona, mons. Javier Vilanova, accompagnato dai pastori e dai rappresentanti delle diverse confessioni cristiane. A causa della pandemia, la celebrazione è stata un po’ diversa rispetto al passato ma ugualmente sentita.

Il motto di quest’anno metteva l’accento su un passo del Vangelo di Giovanni: “Rimanete nel mio amore. Porterete molto frutto”. Un messaggio particolarmente necessario in questo momento in cui la società soffre le conseguenze del Covid-19. In tal senso, la direttrice del Segretariato per l’Ecumenismo, Montserrat Puigdellívol, ha fatto un ricordo particolare di quanti quest’anno non erano presenti all’incontro.

“Un anno segnato dal dolore a causa della pandemia – ha detto Puigdellívol – Un dolore universale richiede una preghiera universale. E anche una solidarietà universale. Un dolore che ci fa rendere conto della nostra fragilità ma anche della necessità di aiutarci gli uni con gli altri”.

Puigdellívol ha ricordato la comunità monastica delle sorelle di Grandchamp che ha scelto il motto. Sono di differenti tradizioni, paesi e continenti. “Nella loro diversità, sono un’icona di comunione dove la preghiera, la vita in comunità e l’accoglienza rappresentano la spina dorsale”. Tre pilastri basilari che sono “fonte d’apprendimento” per avanzare nell’“ecumenismo spirituale e nel dialogo di carità e di vita” ha detto.

Il rettore della parrocchia della Protezione della Madre di Dio della Chiesa ortodossa del Patriarcato di Serbia, Martí Puche, e il direttore europeo del movimento AGAPE, Javier Garcia, hanno portato le loro testimonianze. Pulche ha sottolineato la necessità di restare uniti, ancor più ora per la crisi pandemica. Garcia, da parte sua, ha ripreso il passo di Giovanni che dice “Io sono la vite”. Ricordava così come la cosa più importante è rimanere nell’amore di Dio. “Gesù è la vera vite che sostiene, provvede, alimenta e dà vita ai suoi tralci. Separati da Lui saremmo sterili” ha affermato. Dalla "potatura" del superfluo il rapporto con Lui diventerà più forte e dal "rimanere in un rapporto intimo e pieno con Lui" sperimenteremo la sua pienezza, ha spiegato Garcia. “Dio vuole rendere visibile in noi la sua natura. Lasciamo che la sua linfa scorra dentro di noi e ci trasformi”.

“Questa assemblea vuole essere un segno di questo desiderio che tutti portiamo nel cuore e che anche Dio aspetta di poter vedere un giorno che tutti siamo Uno, come il Figlio è unito al Padre e allo Spirito Santo”. Così, mettendo l’accento sull’unione di tutti, ha iniziato l’omelia il vescovo Vilanova, che ha insistito sulla necessità di essere “uniti nell’amore del Signore”. “Ci chiama, ci chiede che ci fidiamo pienamente di Lui, che lasciamo tutto” ha affermato. “Tutti noi dobbiamo avere sete di Dio e che sia conosciuto da tutta l’umanità”.

Vilanova ha spiegato come “a partire dall’incontro con il Figlio di Dio troviamo la capacità di portare frutto”. Ha così raccontato la storia di un giovane che, nonostante si trovasse in una situazione problematica, ne è uscito grazie all’incontro con Dio. Lo ha fatto entrando in una comunità cristiana che ha operato “un cambio prezioso nel suo cuore”.

Ha poi ricordato che “per poter vivere un autentico ecumenismo spirituale ci serve non solo pregare per l’unità dei cristiani ma anche una conversione del cuore e santità di vita”. E ha sottolineato “come è necessaria la comunione con Cristo per poter vivere la comunione tra noi. Quanto più ci separiamo da Dio, tanto più ci separiamo gli uni dagli altri”. Infine, ha invitato tutti a fare proprio il motto delle sorelle di Grandchamp: “Prega e lavora perché Dio regni”.

Al termine della celebrazione il vescovo Vilanova ha donato ai rappresentanti delle diverse confessioni l’ultima enciclica di Papa Francesco “Fratelli Tutti”.