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(Jordi Llisterri –CR) Giganti, castellers (le tradizionali torri umane, ndt), carrefocs (giochi pirotecnici caratteristici con personaggi travestiti da diavoli, ndt), danze folkloristiche, Messa, concerti, giochi di strada… Ci sono tutti gli elementi di una grande festa patronale per celebrare l’inaugurazione della Torre di Maria della Basilica della Sagrada Familia a dicembre. Mancano solo i fuochi d’artificio ma la luce verrà dalla stella che coronerà la torre. L’8 dicembre alle 19.45 si illuminerà per la prima volta. Con i suoi 138 metri, la Torre di Maria sarà la seconda più alta dopo quella di Gesù, di 174 metri, e sarà la prima delle sei torri centrali a essere completata.

Lunedì scorso, in coincidenza con l’11º anniversario della consacrazione della Basilica, sono stati presentati gli eventi della celebrazione che si protrarranno fino a Natale. La giornata clou, la festa dell’Immacolata, inizierà dal mattino con una festa del cerimoniale tradizionale di Barcellona all’interno della Basilica, organizzata con l’Istituto di Cultura del Comune di Barcellona. Alle 18 Messa in Basilica presieduta dal cardinale Joan Josep Omella che si concluderà alle 19.40 con la benedizione della torre e l’illuminazione della stella.

“Una nuova stella illuminerà la città dopo un anno di buio” ha spiegato il cardinale. La luce uscirà dall’interno della stella che sormonta la torre. Omella ha sottolineato che cambierà lo skyline della città e che sarà “una stella di nuova evangelizzazione, dedicata a Maria, a cui chiediamo di intercedere perché il Vangelo illumini le nostre vite e la nostra città”.

La Commissione costruttrice del tempio ha previso un’accensione graduale e partecipativa della nuova stella. Dall’1 al 7 dicembre, attraverso internet, da tutto il mondo si potrà partecipare digitalmente all’illuminazione simbolica della torre della Madonna. Ogni partecipante sarà registrato e si mostrerà come si iscriverà gente da tutto il mondo.

L’illuminazione effettiva delle 800 finestre che formano la torre e della stella avverrà in tre tappe. Il 4 dicembre la parte inferiore, il 6 la parte superiore e infine l’8 tutta la torre e la stella brillerà per la prima volta.

Secondo il presidente della Commissione costruttrice, Esteve Camps, con questi eventi e la partecipazione virtuale si vuole mostrare che “come diceva Gaudí, il tempio della Sagrada Familia lo fa il popolo”.

Questa dimensione civica è stata evidenziata anche con la partecipazione agli eventi di associazioni commerciali, di quartiere e del terzo settore. Per esempio, laboratori per disabili e case di riposo hanno collaborato alla realizzazione di una riproduzione della torre con 2.000 pietre dipinte dai frequentatori di questi centri.

Il programma comprende il tradizionale concerto di Natale della Basilica con l’Escolania (il coro di voci bianche, ndt) di Montserrat e un concerto natalizio davanti alla facciata della Natività con cori dei bambini dell’Eixample (il quartiere della basilica, ndt). Prevista anche una mostra di Antoni Gaudí alla Pia Almoina di Barcellona (sede del Museo diocesano, accanto alla cattedrale, ndt).

Si può già vedere completata l’intera struttura della Torre, situata nell’abside. Manca solo la stella di vetro e acciaio che emanerà luce dall’interno. La struttura, a 12 punte, che misurano 6,5 metri di diametro, è quasi pronta e lunedì Jordi Faulí, l’architetto direttore dei lavori, l’ha mostrata alla stampa. È previsto che il 29 novembre sia sollevata con una gru e installata definitivamente in cima alla torre. Un’operazione visibile da tutta la città.

I materiali della torre consentono che di giorni brilli riflettendo la luce del sole e di notte si illumini dall’interno. Come ha spiegato Faulí, una delle sfide della costruzione è stata garantire la sensazione di leggerezza della stella, nonostante il suo volume e il suo peso, di 5,5 tonnellate. La struttura è stata testata anche per resistere a fulmini e urti fino a 100 chili.

Durante la presentazione degli eventi legati all’inaugurazione della Torre di Maria, è stato reso noto che pian piano sta riprendendo il normale ritmo di visite. Xavier Martinez, direttore generale della Basilica, ha detto che sono “contenti” per il numero di turisti ma che, per esempio, a ottobre sono stati solo il 40% dei visitatori dello stesso mese di due anni fa. Perciò non si fanno previsioni sulla fine delle opere e nel 2022 è in programma soltanto l’aggiunta di altri due pezzi della torre centrale.

Da questa settimana i visitatori possono vedere anche una mostra all’interno della basilica sul progetto iniziale, l’evoluzione del tempio e il suo significato devozionale.